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Anche la Regione Toscana e l’AUSL bocciano il centro “Le Vele”

Dopo la dura presa di posizione delle quattro reti di organizzazioni che si occupano di disabilità in Toscana (Dipoi, FISH, Salute Mentale, FAND) contro il centro per disabiliLe Vele” per il “dopo di noi”, inaugurato lo scorso mese nel comune di San Giuliano Terme (Pisa), anche la Regione Toscana e l’Azienda Usl Toscana nord ovest manifestano la loro indisponibilità a stanziare risorse per la struttura, e ad inviarci i pazienti. Favorevole, invece, la Società della Salute di Pisa (SdS).

 

L’ingresso centro per disabili “Le Vele” realizzato nel comune di San Giuliano Terme (Pisa).
L’ingresso centro per disabili “Le Vele” realizzato nel comune di San Giuliano Terme (Pisa).

Il centro per disabili “Le Vele” per il “dopo di noi”, inaugurato lo scorso mese nel comune di San Giuliano Terme (Pisa), continua a far parlare di sé. Dopo aver incassato la solenne bocciatura delle quattro reti di organizzazioni che si occupano di disabilità in Toscana – il Coordinamento Dipoi (Coordinamento toscano delle Organizzazioni “Durante e Dopo di Noi”), la FISH Toscana (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), il CSM (Coordinamento toscano associazioni Salute Mentale) e la FAND Toscana (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) –, anche la Regione Toscana e l’Azienda Usl Toscana nord ovest manifestano la loro indisponibilità a stanziare risorse per la struttura, e ad inviarci i pazienti. Ma andiamo con ordine.

Nel 2009 la Fondazione Pisa, ente non commerciale di origine bancaria, individua nel “Dopo di Noi” (ossia l’esigenza di fornire supporto alle persone con disabilità nel processo di emancipazione dalla famiglia di origine, ed in sostituzione di essa quando questa – per motivi diversi – è impossibilitata a prestare assistenza) un tema di rilevante interesse sociale. Per rispondere a questa esigenza ha ritenuto – senza tuttavia confrontarsi con l’associazionismo di settore – di progettare un centro/struttura socio assistenziale capace di ospitare, in regime diurno e residenziale, fino a cento persone con disabilità. A tal fine, nel dicembre del 2010, la Fondazione Pisa ha costituito uno specifico ente a carattere strumentale, la Fondazione Dopo di Noi a Pisa – ONLUS, con la missione di costruire, allestire e gestire direttamente la struttura assistenziale. Il centro viene effettivamente realizzato in una zona semi rurale e periferica del comune di San Giuliano Terme, con un investimento di circa 20 milioni di euro. L’inaugurazione avviene il 26 gennaio scorso. Le critiche delle quattro reti di organizzazioni che si occupano di disabilità in Toscana vertono su un piano metodologico – non si possono realizzare servizi per le persone con disabilità senza coinvolgerle nel processo decisionale –, e su un piano “politico”: una struttura che ospita fino a 100 persone con disabilità in una zona isolata è quanto di più segregante si possa ipotizzare. Chiamarla “centro socio assistenziale” invece che “istituto”, non mitiga la natura ghettizzante della struttura stessa. «Non si possono ammassare così tanti utenti in un unico complesso. Per quanto bello e moderno possa essere. Le politiche regionali vanno in questa direzione: piccole case, con massimo 8 persone, collocate in città. In mezzo alla gente. Dove i disabili possono andare al supermercato e socializzare col quartiere» osserva Massimiliano Frascino, membro del direttivo del Coordinamento Dipoi, intervistato per il quotidiano «La Repubblica.it», e argomenta: «io stesso sono in sedia a rotelle e non voglio diventare l’oggetto delle politiche che altri decidono per me. Bisogna rompere il muro che i disabili, anche gravi, non siano in grado di dire quello che vogliono. Lo sono eccome».

In termini critici si è espressa anche Stefania Saccardi, assessora regionale al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria, che, sempre allo stesso quotidiano, parlando della struttura, dichiara: «È stata costruita a prescindere da qualsiasi programmazione regionale, senza che ne sapessimo nulla. Lo hanno fatto come e dove gli è parso e non abbiamo intenzione di stanziare risorse pubbliche per mandare lì i pazienti» (grassetti nostri nella citazione). L’Azienda Usl Toscana nord ovest – da parte sua – ritiene di non aver bisogno dell’aiuto del privato, poiché garantisce già quel tipo di assistenza a chi ne ha bisogno. L’unica a cui il centro “Le Vele” sembra piacere è la Società della Salute di Pisa (SdS, ossia un consorzio pubblico di funzioni costituito dai Comuni di una stessa zona-distretto e dell’Azienda USL territorialmente competente), con la presidente Sandra Capuzzi che aveva disposto l’inserimento delle prime nove persone con disabilità spostandole da una casa famiglia di Marciana (una frazione del comune di Cascina, in provincia di Pisa), ma che si è dovuta fermare davanti all’opposizione delle famiglie (sostenute anche dagli altri paesani e dalla parrocchia).

Nel 2006 è stata approvata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. L’Italia l’ha ratificata con la Legge 18/2009. In base a questo importantissimo testo normativo, la via maestra per intervenire in tema di disabilità passa per l’autodeterminazione delle persone con disabilità, e per la loro inclusione nella società, due aspetti ai quali la Fondazione Dopo di Noi a Pisa non sembra aver prestato attenzione. L’auspicio è che questo macroscopico errore serva da monito per eventuali interventi/investimenti futuri, affinché siano conformi allo spirito e ai contenuti della Convenzione ONU.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (PI)

 

Per approfondire:

Coordinamento Dipoi (Coordinamento toscano delle Organizzazioni “Durante e Dopo di Noi”).

Marco Cacciato Insilla, San Giuliano Terme, via al centro disabili ma Asl e Regione: “Non ce li mandiamo”, «La Repubblica.it» (cronaca di Firenze), 10 febbraio 2017.

Il centro “Le Vele” di San Giuliano Terme è un esempio di re-istituzionalizzazione, «Informare un’h», 30 gennaio 2017 (ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2017).

Sharon Braithwaite, Ecco “Le Vele”, si spiegano per i più deboli, «Il Tirreno», 27 gennaio 2017.

Le Vele: apre il nuovo centro che accoglierà 100 disabili, «PisaInforma Flash», 26 gennaio 2017.

Irene Salvini, Casa famiglia in chiusura. Parrocchiani in rivolta a Marciana, «La Nazione», 26 gennaio 2017.

Empoli, il Coordinamento Dipoi dice no alla “cittadella della disabilità”, «Informare un’h», 9 gennaio 2017.

Fondazione Dopo di Noi a Pisa.

Durante e dopo di noi: relazione sul seminario realizzato a Peccioli, «Informare un’h», 11 marzo 2015.

 

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2017

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