Blindsight Project ratifica il Manifesto delle donne disabili e commenta il silenzio sulla violenza del Programma d’azione sulla disabilità

Segnaliamo con piacere la ratifica da parte dell’associazione Blindsight Project del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, e diamo spazio alle parole della sua presidente, Laura Raffaeli, che commenta con grande amarezza il silenzio del Programma d’azione sulla disabilità sul tema della violenza di genere.

 

Pablo Picasso, Donna seduta, olio su tela, 1938, collezione privata.

Pablo Picasso, Donna seduta, olio su tela, 1938, collezione privata.

Lo scorso 24 gennaio l’assemblea dell’associazione Blindsight Project ha deliberato la ratifica del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”. Ne dà comunicazione la sua presidente, Laura Raffaeli. Blindsight Project è una Onlus impegnata nel promuovere l’inclusione delle persone con disabilità sensoriali. Tra le sue battaglie più note c’è la campagna per far rispettare il diritto, per le persone cieche che lo utilizzano, a spostarsi ovunque con il proprio cane guida; quella per la diffusione e l’impiego delle tecnologie informatiche quale principale ausilio utile alle persone disabili sensoriali per leggere, scrivere, comunicare,  lavorare, studiare, ecc.; quella per l’accessibilità degli audiovisivi, degli eventi e di tutte le opere culturali. Importante anche il suo impegno sul fronte della disabilità al femminile promuovendo la realizzazione del docufilm “Donne in vista” (centrato proprio sulla condizione delle donne con disabilità sensoriali); con l’iniziativa “Un giorno al buio: cecità, femminilità, accessibilità”; traducendo dal francese, sottotitolando e audiodescrivendo  «Violences du silence»Violenze del silenzio»), uno dei pochissimi documenti visivi che raccoglie testimonianze vere di donne con disabilità che hanno subito violenza (se ne legga qui).

Proprio in ragione di questo impegno sul tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità, abbiamo chiesto a Raffaeli di commentare la mancanza nel Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità”, di qualsiasi riferimento a questo fenomeno (si veda l’ampio approfondimento curato dal centro Informare un’h). Osserva Raffaeli: «è grave che non si parli della donna disabile in nessuna occasione, anzi, se si prova a parlarne si viene accusate di essere “fuori  tema”. Noi di Blindsight Project ricordiamo in ogni occasione, ad esempio, che oltre alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità [ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009, N.d.R.], c’è anche la Convenzione di Istanbul [Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del 2011, ratificata dall’Italia con la Legge 77/2013, N.d.R.] , e ricordiamo anche che i centri antiviolenza sono inaccessibili e impreparati all’accoglienza di donne disabili, soprattutto delle donne con disabilità sensoriali e di quelle con disabilità cognitive. Ma è un “fuori tema”, quando si parla di disabilità si deve parlare d’altro. Qualcuno ci ha anche detto che non dovremmo essere sempre “negativi”, ma che dovremmo parlare del “buono” che c’è in Italia. Sinceramente io non lo trovo tutto questo “buono” da raccontare, in primis quando si tratta di donne disabili. Più che dire che nei centri antiviolenza non accolgono donne cieche con cane guida, e rifiutano le donne sorde “perché nessuno saprebbe come comunicare con loro”, non saprei cosa altro aggiungere a questa tragedia sommersa.

Oggi, se un “ragazzo” o una “ragazza” disabili non stanno in tv e non vanno alle paraolimpiadi non sono nessuno, tutto pesa sulle famiglie. Le donne non esistono, esiste solo la disabilità, meglio se rappresentata da giovani atleti o personaggi famosi, possibilmente maschi o ragazzine. Cosa fare d’altronde in una nazione che privilegia ancora un genere piuttosto che un altro? Se ci fosse meno ipocrisia forse le donne disabili riuscirebbero a cavarsela meglio da sole, visto che comunque da sole rimangono e da sole devono fare tutto, in mezzo però a mille ostacoli e pregiudizi, spesso dettati solo dall’assenza di una giusta informazione e sensibilizzazione.

È inutile fare video contro la violenza sulle donne se le donne cieche e sorde non capiranno mai cos’è visto che non sono pensati per loro, lo diciamo sempre, da anni, ma continuano a fare spot costosissimi e inaccessibili. Anche quando si parla di donne, noi disabili non esitiamo.»

Anche noi del centro Informare un’h consideriamo gravissima la mancanza nel Secondo programma di azione biennale sulla disabilità di riferimenti ed azioni in tema di prevenzione, contrasto e risposta alla violenza nei confronti delle donne con disabilità, e rinnoviamo l’appello – ad oggi rimasto inascoltato – che abbiamo rivolto all’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (OND) – che per Legge ha il compito di predisporre il programma in questione – di adoperarsi in qualunque modo per colmare questa lacuna, e di intraprendere comunque, nell’immediato futuro, azioni specifiche in tema di prevenzione, contrasto e risposta alla violenza nei confronti delle ragazze e delle donne con disabilità, sebbene tali azioni non siano state incluse nel Secondo programma. Queste non sono cose che si possono rimandare.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (PI)

 

Estremi della pubblicazione:

Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.

 

Per approfondire:

Sito dell’associazione Blindsight Project

Come e perché ratificare il Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, «Informare un’h», 27 novembre 2017.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2018