Con l’adesione di Catania prosegue il cammino del Manifesto delle Donne con disabilità

Quello di Catania è il nono Comune italiano ad aver aderito al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”. Solo con l’adesione complementare delle istituzioni e di soggetti del terzo settore ai contenuti del Secondo Manifesto possiamo sperare che il suo approccio diventi patrimonio comune.

 

Il municipio del Comune di Catania.

Il municipio del Comune di Catania.

Un altro Comune si aggiunge alla lista di quelli (sino ad oggi, ben otto) che hanno ratificato il “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, è il Comune di Catania. La Giunta Comunale si è espressa il 1 marzo scorso, mentre la notizia è stata divulgata in occasione della Giornata internazionale della donna (l’8 marzo), come, diligentemente, ci segnala Simonetta Cormaci, preziosissima attivista dei diritti delle donne con disabilità e non solo (si legga, a tal proposito, la bella intervista che ci ha rilasciato qualche tempo fa). Quello catanese è un territorio attento e particolarmente ricettivo delle istanze della disabilità al femminile. Infatti, nello stesso hanno sede diversi altri enti che hanno anticipato il Comune nell’adesione al Secondo Manifesto: l’UDI Catania (Unione Donne in Italia), l’Associazione Disabili Visivi (ADV), La città felice, la rete La Ragna-Tela, la CGIL Catania (Dipartimento Politiche di Genere), e l’UICI di Catania (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

È interessante notare che proprio nelle isole maggiori – Sicilia e Sardegna – si registra il maggior numero di adesioni al Secondo Manifesto, dimostrandosi le regioni più virtuose, sebbene l’unica adesione da parte di un’amministrazione regionale rimane quella dell’Emilia-Romagna (Assemblea legislativa: Commissione per la parità e per i diritti delle persone), della quale, a suo tempo, abbiamo riferito. Solo con l’adesione complementare delle istituzioni e di soggetti del terzo settore ai contenuti del Secondo Manifesto possiamo sperare che il suo approccio diventi patrimonio comune. (Simona Lancioni)

Estremi della pubblicazione:
Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.
Esso è disponibile che in versione facile da leggere (qui la presentazione).

 

Per approfondire:

Comune di Catania

Simonetta Cormaci, L’UICI di Catania aderisce al Manifesto delle Donne con Disabilità, «Informare un’h», 16 ottobre 2018.

Da Catania due nuove adesioni al Manifesto delle Donne con Disabilità, «Informare un’h», 7 giugno 2018.

Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne con Disabilità: un link e due nuove adesioni, «Informare un’h», 2 gennaio 2018.

Simonetta Cormaci (intervista a), Il primo consenso è quello che parte da noi stesse, a cura di Simona Lancioni, «Informare un’h», 16 novembre 2017.

Il Secondo Manifesto europeo delle donne con disabilità e “l’obiettivo degli obiettivi”, «Informare un’h», 7 novembre 2017.

L’UDI Catania aderisce al Secondo Manifesto europeo delle donne con disabilità, «Informare un’h», 7 novembre 2017.

Simona Lancioni, Come e perché ratificare il Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, «Informare un’h», 27 novembre 2017.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019

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