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Contro il disagio acustico nelle scuole

Un lungo lavoro che ha visto in prima fila l’Associazione IOPARLO, costituita da genitori di bambini con problemi uditivi e da persone sorde adulte, ha portato a un importante accordo tra il Comune e l’Università di Firenze, centrato sulla ricerca volta a ridurre il disagio acustico nelle scuole. Una serie di scuole che ospitano bambini con disabilità uditiva sono già state individuate quali casi studio, e iniziative analoghe si stanno avviando anche al di fuori di Firenze. *

Alcune vibrazioni sonore arrivano ad un orecchio.
Alcune vibrazioni sonore arrivano ad un orecchio.

La “scintilla” decisiva è scoccata nell’autunno dello scorso anno, con il convegno intitolato Sentirsi a scuola. Il diritto alla qualità acustica delle strutture scolastiche, organizzato a Firenze da IOPARLO, Associazione costituita da genitori di bambini con problemi uditivi e da persone sorde adulte, evento di cui potete leggere al seguente link. E ora stanno arrivando una serie di importanti risultati concreti, se è vero, come si legge in una nota diffusa nelle scorse settimane dal Comune di Firenze, che la Direzione Servizi Tecnici di quest’ultimo e il Laboratorio di Fisica Ambientale del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF) dell’Università di Firenze «hanno firmato un accordo per la ricerca volta a ridurre il disagio acustico nelle scuole, in particolare puntando a individuare criteri generali per la determinazione della qualità acustica degli ambienti scolastici e l’eventuale correzione dei parametri sonori, al fine di ridurre il potenziale disagio acustico degli alunni e migliorare la qualità dei luoghi di apprendimento».

«Le ricerche condotte in campo internazionale – si legge ancora nella nota – mostrano in modo inequivocabile come possano sussistere difetti di apprendimento nei bambini – soprattutto della prima età scolare – che svolgono la loro attività in ambienti acusticamente inadatti, in particolare sotto il profilo del riverbero troppo elevato e comunque con carente intelligibilità del parlato. Questo problema, che affligge indistintamente tutti gli alunni, diventa un vero e proprio ostacolo all’apprendimento per i bambini con disabilità uditiva e comunque per tutti quei bambini con problematiche che possono aggravarsi in ambienti sonori non idonei».
In tal senso, dunque, il Comune ha incaricato i docenti universitari Simone Secchi e Gianfranco Cellai di individuare un campione di scuole tipologicamente rappresentativo del patrimonio scolastico comunale dal punto di vista storico e tecnologico, in modo tale da «determinare soluzioni di valenza generale applicabili al patrimonio scolastico, a partire dall’identificazione tipologica degli ambienti su cui l’Amministrazione volesse intervenire». Sempre in accordo con il Comune, dunque, e grazie alla collaborazione di IOPARLO, sono state individuate, per i casi di studio, alcune scuole fiorentine che ospitano bambini con disabilità uditiva (le scuole dell’infanzia Sansovino e Rodari, la scuola primaria Montagnola, le scuole dell’infanzia e primarie La Pira e Benedetto da Rovezzano, la primaria e secondaria di primo grado Sauro Papini, le scuole secondarie di primo grado Machiavelli e Verdi).

«C’è molta soddisfazione da parte nostra – commenta Laura Brogelli, presidente di IOPARLO – per quanto è stato fatto e per la sensibilità dimostrata sia dal Comune che dall’Università di Firenze nell’affrontare la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche-sensoriali. Tengo inoltre a sottolineare che il Comune è già intervenuto su alcuni plessi scolastici e che altre tre aule saranno insonorizzate prima dell’inizio del prossimo anno scolastico. Il nostro obiettivo primario, per altro, resta quello che non siano più i genitori a dover richiedere l’insonorizzazione dell’aula per i propri figli, ma che siano le Istituzioni stesse a provvedere, prima dell’entrata dei bimbi a scuola e su questo siamo molto fiduciosi, ravvisando, a Firenze, una nuova sensibilità verso questa problematica». «Stiamo inoltre cercando di sensibilizzare sull’argomento – conclude Brogelli – anche al di fuori di Firenze e ci piace segnalare che proprio nei giorni scorsi è stato realizzato un intervento in questo àmbito a Monte San Savino (Arezzo) e che prima dell’inizio del nuovo anno scolastico dovrebbero andare a buon fine due altri interventi, a Lucca e a San Casciano in Val di Pesa (Firenze)». (Stefano Borgato)

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@ioparlo.org.

 

* Il presente testo è già stato pubblicato su Superando.it, il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2017

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