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Coronavirus, fonti governative si esprimono sulle uscite delle persone con disabilità intellettiva

Se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, la persona che per la sua condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessita di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica) può uscire restando nei dintorni di casa, da sola o accompagnata, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del coronavirus, munita di autocertificazione, e della documentazione attestante la condizione fisica o di disabilità. Dopo giorni di confusione, finalmente arriva un chiarimento da parte dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Immagine grafica delle “Frequently Asked Questions” (FAQ), ovvero le domande più frequenti riguardo un dato argomento.

Nei giorni scorsi le famiglie e le Associazioni di persone disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale di tutta Italia hanno ripetutamente segnalato che per queste persone vedere alterate le proprie abitudini e non poter uscire di casa per periodi prolungati – misure obbligatorie resesi necessarie per contenere la diffusione del coronavirus –,  può portare ad uno stato di tensione che si manifesta assumendo comportamenti problematici, aggressivi o autolesionistici. Alcune Regioni (come il Lazio e la Campania), singoli Comuni, e singole Forze dell’Ordine locali hanno affrontato la questione considerando queste uscite motivate da una ragione di “necessità”, e, in quanto tali, ammissibili in presenza di apposita autocertificazione, di una certificazione attestante la condizione di disabilità, e dell’impegno a rispettare le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus. Non vi era però alcuna disposizione valida a livello nazionale, cosa che ha generato disparità di trattamento ed una comprensibile confusione.

Ebbene, nella pagina dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri denominata “Nuovo Coronavirus: domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità”, che risulta aggiornata al 24 marzo 2020, in merito alla domanda «Per la mia condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessito di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica), posso uscire di casa?», è fornita la seguente indicazione: «Solo se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, puoi uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare sé stessi e gli altri. Anche in questo caso l’esigenza deve essere autocertificata, indicando quale sia la ragione di “necessità” (si deve avere con sé l’autocertificazione, ed è consigliabile munirsi di altra documentazione, come il certificato attestante la condizione fisica o di disabilità rilasciato dal proprio medico curante o dalla struttura che segue l’assistito).»

Sullo stesso tema merita di essere segnalata anche la domanda: «Posso accompagnare un mio familiare che, per la sua condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessita di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica)?», riguardo alla quale è fornita la seguente risposta: «Solo se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, potete uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare sé stessi e gli altri. Anche in questo caso l’esigenza deve essere autocertificata,
indicando quale sia la ragione di “necessità” (si deve avere con sé l’autocertificazione, ed è consigliabile munirsi di altra documentazione, come il certificato attestante la condizione fisica o di disabilità rilasciato dal proprio medico curante o dalla struttura che segue l’assistito).»

Tali disposizioni, essendo espresse da una fonte governativa, sono valide per tutto il territorio nazionale e dovrebbero dissolvere le ambiguità e la confusione che le disposizioni locali, sia pure involontariamente, stavano determinando. (Simona Lancioni)

 

Per approfondire:

Visita la pagina “Nuovo Coronavirus: domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità” ospitata nel sito dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Ultimo aggiornamento: