Digby, il cavallino guida

Poiché ha paura dei cani, ad un giovane cieco viene assegnato Digby, un cavallino guida. Accade in Inghilterra, e pare che Mohammed Salim Patel, beneficiario dell’assegnazione, abbia gradito questa soluzione.

 

Un’immagine di Digby, il cavallino guida assegnato a Mohammed Salim Patel.

Un’immagine di Digby, il cavallino guida assegnato a Mohammed Salim Patel.

Accade in Inghilterra, a Blackburn. Mohammed Salim Patel ha ventitré anni, ed è diventato cieco a causa di un patologia oculare degenerativa, la retinite pigmentosa. Molte persone cieche riescono a costruirsi significativi spazi di autonomia grazie all’impiego dei cani guida, animali appositamente addestrati per accompagnare e supportare i ciechi nei loro spostamenti con la necessaria sicurezza. Questa soluzione non era praticabile nel caso del giovane inglese, poiché egli ha paura dei cani, e così in luogo del cane si è visto assegnare Digby, un cavallino di otto mesi ancora in fase di addestramento. E sebbene ci vorranno ancora due anni prima che il cavallino possa andare a vivere con Patel, quest’ultimo, che ha già avuto modo di conoscere l’animale e di fare con lui un giro in città, sembra aver gradito l’assegnazione: «ho sempre amato i cavalli ed è bello sapere che possono portare benefici alle persone cieche» ha detto ai media locali, ed ha aggiunto «penso che dovrò darmi un’ora in più per le mie attività quotidiane perché tutti vorranno vederlo e toccarlo». Secondo Katy Smith, l’addestratrice di Digby, uno dei vantaggi dell’utilizzare i cavalli come animali guida è che essi, essendo abbastanza longevi (possono vivere anche cinquant’anni), possono stare più a lungo con la persona che devono assistere.

Accade in Inghilterra, e se accadesse in Italia? In Italia capita ancora spesso che le persone cieche accompagnate dal proprio cane guida si vedano negare l’accesso ai locali e ai sevizi pubblici o aperti al pubblico (nonostante una norma, la Legge 37/1974, stabilisca un obbligo in tal senso). Riusciremmo ad essere più tolleranti coi cavallini guida? Sarebbe bello, ma è lecito dubitarne. (Simona Lancioni)

 

Vedi anche:

Il cane guida, un ausilio di libertà, «Informare un’h», 4 gennaio 2017

 

 

Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018

Pubblicato in News