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Disabilità e scuola: le criticità secondo l’ISTAT

Mentre aumentano gli alunni con disabilità, ancora scarsa è l’accessibilità nelle scuole per quelli con disabilità motoria e particolarmente critica la disponibilità di ausili per quelli con disabilità sensoriale. Per quanto riguarda il sostegno, in assoluto aumentano le ore, ma continua ad essere carente la formazione degli insegnanti, anche sulle tecnologie educative. Al Mezzogiorno, infine, spicca la scarsità di assistenti all’autonomia e alla comunicazione: sono le principali conclusioni dell’annuale rapporto ISTAT sul’“Inclusione scolastica degli alunni con disabilità” (Anno 2018-2019).*

 

Ragazzi e ragazze con varie disabilità davanti ad una scuola.

«Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (10.000 in più) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti). Ancora scarsa è l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal 34% delle scuole, e particolarmente critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale. Per quanto riguarda il rapporto alunno-insegnante per il sostegno, esso è migliore delle previsioni di legge, ma continua ad essere carente la formazione: un insegnante su 3, infatti, viene selezionato dalle liste curricolari»: si apre con questi rilievi l’annuale rapporto prodotto dall’ISTAT, intitolato L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e riferito all’anno 2018-2019.

Nel dettaglio del rapporto – per la cui lettura integrale rimandiamo i Lettori e le Lettrici a questo link – sul fronte dell’accessibilità si legge che «nonostante il perdurante grave ritardo del livello di accessibilità, il 15% delle scuole ha effettuato, nel corso dell’anno scolastico in esame, lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche».

Particolarmente grave, invece, resta la situazione degli ausili senso-percettivi destinati a favorire l’orientamento all’interno del plesso scolastico, come inizialmente accennato: appena il 2% delle scuole, infatti, dispone di tutti quegli ausili e solo il 18% almeno di uno.

Per quanto concerne il sostegno, si legge nel rapporto che pur essendovi stato negli ultimi cinque anni un incremento del 18% delle ore di sostegno settimanali, i bisogni degli alunni non sembrano soddisfatti dall’offerta in questo àmbito, se è vero che quasi il 6% delle famiglie anche nel 2018-2019 ha presentato ricorso al TAR, ritenendo non idonea l’assegnazione delle ore».

Al di là, però, del mero dato quantitativo, oltre alla già segnalata carenza di insegnanti di sostegno specializzati («il 36% dei docenti per il sostegno viene selezionato dalle liste curricolari, docenti, quindi, che non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità»), la criticità più importante resta probabilmente quella legata alla discontinuità nel rapporto tra docente per il sostegno e alunno, a causa dei numerosi cambi d’insegnante non solo nel corso dell’anno, ma durante l’intero ciclo scolastico. «Ciò impedisce agli insegnanti – scrivono dall’ISTAT – di instaurare un rapporto di fiducia con l’alunno e di svolgere la propria attività nel quadro di un progetto educativo più ampio finalizzato all’inclusione e alla valorizzazione delle attitudini, secondo una logica di sviluppo progressivo».

È un problema, quello della formazione, che viene sottolineato anche per il settore delle tecnologie educative: «Anche la formazione in tecnologie educative – si legge infatti nel rapporto -, fondamentale per l’utilizzo corretto della strumentazione a supporto della didattica, risulta ancora poco diffusa: nel 12% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico per l’utilizzo appropriato delle tecnologie a supporto della didattica, nel 64% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi».

E da ultima, ma non ultima, va certamente segnalata un’altra questione di cui spesso anche il nostro giornale deve occuparsi, ovvero della scarsità di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia. «Nelle scuole italiane – si legge a tal proposito – gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ad personam), che affiancano gli insegnanti per il sostegno, sono poco meno di 54.000 (19 per 100 alunni con disabilità). Si tratta di operatori specializzati, finanziati dagli Enti Locali, la cui presenza può migliorare molto la qualità dell’azione formativa, facilitando la comunicazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle abilità nelle diverse dimensioni della sua autonomia. A livello nazionale il rapporto alunno/assistente è pari a 4,8, nel Mezzogiorno cresce a 5,8, con punte massime in Campania e in Molise, dove supera rispettivamente la soglia di 14 e 13 alunni per ogni assistente». (Stefano Borgato)

 

* Il presente testo è già stato pubblicato su Superando.it, il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

 

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