“Disabilità: riconoscere la segregazione”, pubblicati gli atti

Posto che nel 2017, anche nel nostro Paese, ci sono ancora persone con disabilità che vivono segregate in istituti e strutture, è necessario chiedersi: “Quando e a quali condizioni un servizio di carattere abitativo, diurno o riabilitativo per le persone con disabilità può essere definito segregante? Quando può esserne richiesta la chiusura o, quanto meno, la cessazione di accreditamento e finanziamento pubblico?” A questi interrogativi ha cercato di rispondere la FISH con la Conferenza di Consenso “Disabilità: riconoscere la segregazione” (tenutasi a Roma il 15 e 16 giugno 2017), della quale ora sono disponibili on line gli atti e i documenti.

 

L’ex manicomio di Volterra, inaugurato nel 1887 e chiuso nel 1978 grazie alla Legge n. 180 (la cosiddetta Legge Basaglia). La chiusura dei manicomi avrebbe dovuto sancire anche la fine della segregazione e dei trattamenti inumani e degradanti per le persone con disabilità. Ma non è stato così.

L’ex manicomio di Volterra, inaugurato nel 1887 e chiuso nel 1978 grazie alla Legge n. 180 (la cosiddetta Legge Basaglia). La chiusura dei manicomi avrebbe dovuto sancire anche la fine della segregazione e dei trattamenti inumani e degradanti per le persone con disabilità. Ma non è stato così.

Nel 2017, anche nel nostro Paese, ci sono persone con disabilità che vivono segregate in istituti e strutture. Non è loro riconosciuto il diritto umano di essere inclusi nella società, di scegliere dove, come e con chi vivere, come chiaramente espresso dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Il fenomeno è forse poco noto ma emerge drammaticamente in seguito a fatti di cronaca di violenza e di abusi, conseguenze delle stesse premesse che hanno prodotto segregazione.

Contro la segregazione delle persone con disabilità è necessario un impegno normativo, culturale, politico che necessita di una solida e condivisa premessa etica e scientifica. Una riflessione che consenta di individuare, con opportuna strumentazione oggettiva, quelle strutture che siano da considerare effettivamente segreganti o a rischio di segregazione.

“Quando e a quali condizioni un servizio di carattere abitativo, diurno o riabilitativo per le persone con disabilità può essere definito segregante? Quando può esserne richiesta la chiusura o, quanto meno, la cessazione di accreditamento e finanziamento pubblico?”

Una domanda “scomoda”, una sfida definitoria e politica che FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha raccolto nella conduzione del progetto “Superare le resistenze, partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri delle persone con disabilità” (finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi della legge n. 383/2000, art. 12, comma 3, lett f) –Avviso 2015), puntando alla centrale e preliminare individuazione delle “strutture segreganti”.

Nel corso del progetto è stata effettuata – da un qualificato gruppo di lavoro con la supervisione di un comitato tecnico scientifico – una ricognizione della letteratura e delle esperienze nazionali e internazionali sulla questione ed è stato compiuto un ampio confronto, aperto a tutte le realtà interessate, attraverso la realizzazione di 15 focus group, in 15 diverse regioni italiane.

Si è giunti quindi alla Conferenza di Consenso “Disabilità: riconoscere la segregazione” (15 e 16 giugno 2017 a Roma), promossa da FISH con il patrocinio di ANCI, Confcooperative Federsolidarietà e Lega delle Cooperative che propone l’esame e la validazione di un documento finale di proposta e di un poster con definizioni ed evidenze relative al concetto di segregazione.

Un altro passo verso l’obiettivo: giungere ad una condivisione che ponga solide basi al cambiamento inclusivo.

Per affinare e rendere tali documenti, oltre che condivisi, “inattaccabili” sotto il profilo semantico, culturale, scientifico e politico, è stato attribuito un ruolo centrale di una Giuria di tecnici particolarmente preparati che, sulla base di uno  specifico regolamento, ha effettuato valutazioni e proposte correttive, sentiti anche i costruttivi e variegati interventi nel corso del dibattito alla Conferenza di Consenso. FISH mette ora a disposizione atti e documenti dell’evento, inclusa la valutazione della Giuria stessa, per favorire confronto, dibattito e condivisione.

Fonte: FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

 

Per approfondire:

Consulta gli atti e i documenti della Conferenza di Consenso “Disabilità: riconoscere la segregazione”, Roma, 15 e 16 giugno 2017.

Liberare le persone con disabilità dalla segregazione, «Informare un’h», 21 giugno 2017.

 

Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2017

Pubblicato in News