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I caregiver familiari fanno sentire la propria voce

Una conferenza stampa in Senato e contestualmente una manifestazione di protesta: il 10 maggio a Roma faranno sentire la propria voce forte e chiara i caregiver familiari, ovvero coloro che si prendono cura in àmbito domestico di familiari del tutto non autosufficienti a causa di gravi disabilità e la cui posizione, nel nostro Paese, non è ancora riconosciuta a livello normativo. *

 

Una delle immagini-simbolo della campagna “#unaleggesubito”, lanciata alcuni mesi fa dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili. Nella foto: Anna Rossini, una madre caregiver del Coordinamento, insieme al figlio con disabilità.
Una delle immagini-simbolo della campagna “#unaleggesubito”, lanciata alcuni mesi fa dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili. Nella foto: Anna Rossini, una madre caregiver del Coordinamento, insieme al figlio con disabilità.

Il ruolo del caregiver familiare, tra diritti negati e silenzio dello Stato: sarà questo il tema della conferenza stampa convocata per il 10 maggio a Roma (ore 11.30), presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, dai senatori Laura Bignami e Aldo Di Biagio, rispettivamente prima firmataria e cofirmatario del Disegno di Legge n. 2128 (Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), attualmente in esame presso l’XI Commissione di Palazzo Madama. Insieme a loro interverrà anche Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili e sono stati inoltre invitati il senatore Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro in Senato, il senatore Giuseppe Pagano, relatore in Commissione della discussione normativa sul tema e i senatori Ignazio Angioni e Cristina Di Pietro, primi firmatari di altri due Disegni di Legge su argomenti analoghi (n. 2266, Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare e n. 2048, Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani).

«Quello dei caregiver familiari – viene sottolineato dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili – ovvero coloro che, in sostituzione di uno Stato colpevolmente assente, si prendono cura in àmbito domestico di familiari del tutto non autosufficienti a causa di severe disabilità, costituisce un problema sociale mai risolto da nessun Governo. Infatti, dopo oltre vent’anni di accorate richieste, ancora non si è emanata una Legge specifica che li tuteli e li sostenga nel loro importantissimo compito. Tutti gli altri Paesi di area occidentale, inclusi tutti quelli dell’Unione Europea, hanno ben compreso che tutelarne la salute, il riposo, la vita sociale e la realizzazione personale – ossia i diritti umani fondamentali – equivale a sostenere in modo importante il welfare di ogni nazione civile, legiferando in modo specifico e con questo scopo. Su questo tema sociale, invece, l’Italia è “fanalino di coda”, anche se la discussione in corso al Senato su ben tre Disegni di Legge, e in particolare sul numero 2128 (Bignami e altri), dimostri che il Parlamento italiano è perfettamente cosciente della necessità di una soluzione politica all’annoso problema, come del resto lo era nelle scorse tre Legislature, non ottenendo però la dovuta attenzione da parte di tutti i Governi succedutisi appunto negli ultimi vent’anni».

Anche per questo, dunque, contestualmente alla conferenza stampa in programma al Senato, sempre il 10 maggio a Roma (ore 9-13), in Piazza della Rotonda (Pantheon), si riuniranno in una manifestazione di protesta numerosi caregiver familiari provenienti da ogni Regione italiana, a sostegno dell’accelerazione della discussione del citato Disegno di Legge n. 2128, in linea con la campagna denominata #unaleggesubito, lanciata nei mesi scorsi dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili.

«Ricordiamo anche – concludono dal Coordinamento – che a causa del vuoto legislativo italiano sull’argomento, sono già state avviate azioni internazionali presso la Commissione Europea, che ha concesso la procedura d’urgenza a una specifica petizione firmata da oltre 40.000 persone, e anche presso le Nazioni Unite, tramite un ricorso volto a condannare l’Italia per il mancato riconoscimento dei diritti umani per l’intera categoria di persone rappresentata dai caregiver familiari italiani». (S.B.)

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: presidenza@famigliedisabili.org

 

* Il presente testo è già stato pubblicato su Superando.it, il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2017

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