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Il cane guida, un ausilio di libertà

Tante persone cieche e ipovedenti si avvalgono dell’aiuto di un cane guida per la loro indipendenza personale e per l’autonomia quotidiana, nonostante ciò capita ancora di scoprire che, contrariamente a quanto stabilito dalla normativa in materia, venga loro negato l’accesso ai luoghi pubblici o privati aperti al pubblico. Chi fa questo probabilmente, guardando il cane guida, vede semplicemente un animale, ma s’inganna giacché, se guardasse meglio, vedrebbe un ausilio di libertà.

 

Il logo si compone di due cerchi concentrici. Uno più esterno di colore nero sul quale c’è la scritta “Campagna cane guida” e l’indirizzo web dell’associazione: www.blindsight.eu. Il cerchio interno è su sfondo bianco, al centro c’è disegnato un occhio, e, all’interno della pupilla, si individua la sagoma di un cane guida (identificabile dal fatto che porta un piccolo cerchio con una croce rossa al centro). Nel cerchio centrale sono inoltre riportate due scritte: “rispetta il cane guida” e il nome dell’associazione “Blindsight Project”.
Logo della Campagna sul cane guida promossa dall’associazione Blindsight Project.

Ristoranti, negozi, gelaterie, bar, taxi, mezzi di trasporto pubblici, mostre, cinema, spiagge, uffici, scuole, ospedali, luoghi di lavoro… non ci sono luoghi pubblici o privati aperti al pubblico nei quali le persone cieche e ipovedenti non possano recarsi supportate dall’aiuto del cane guida, poiché esso non è un semplice animale, ma un vero e proprio ausilio per la l’indipendenza personale e l’autonomia quotidiana di queste persone. Infatti non è raro sentire queste persone presentare il proprio cane guida dicendo “questi sono i miei occhi”. Tuttavia gli episodi di discriminazione ai danni di chi utilizza il cane guida continuano a verificarsi mettendo in seria difficoltà le persone cieche e ipovedenti, e, di fatto, emarginandole, sebbene si tratti di comportamenti sanzionabili per Legge.

In Italia la prima norma di riferimento che ha disciplinato la materia è la Legge 37/1974, successivamente integrata dalla Legge 60/2006. Essa sancisce che la persona cieca “ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa”; ed anche il diritto di “accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida”. I responsabili della gestione dei trasporti pubblici ed i titolari degli esercizi aperti al pubblico che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso alle persone con disabilità visiva accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria che può variare da 500 a 2.500 euro.

Sui mezzi di trasporto pubblico, ove richiesto esplicitamente dal conducente o dai passeggeri, la persona con disabilità visiva è tenuta a munire di museruola il proprio cane guida. Tale vincolo non è previsto dalla norma in nessun altro caso.

I principi costituzionali che stanno alla base di queste disposizioni sono la libertà di circolazione e le pari opportunità, e, proprio perché costituzionalmente garantiti, non possono essere limitati salvo che in motivate eccezioni, come, ad esempio, la frequentazione di alcuni reparti ospedalieri nei quali la mancanza di certi requisiti igienici porrebbe a rischio la salute e l’incolumità di terze persone.

Alcuni dei pretesti più comunemente utilizzati per vietare l’accesso del cane guida ai luoghi/esercizi pubblici o aperti al pubblico sono che il cane potrebbe essere aggressivo, che sporca, e che potrebbe veicolare malattie. In realtà per svolgere il ruolo di cane guida vengono selezionati solo cani dall’indole tranquilla, e questi sono sottoposti ad un addestramento di circa due anni nei quali imparano ad essere di supporto alla persona alla quale verranno assegnati, e a non sporcare. È infine da escludersi che il cane possa veicolare malattie dal momento che, se non fosse vaccinato, non verrebbe abilitato a fare il cane guida. Va inoltre rilevato che anche il padrone del cane guida viene formato ad avere il pieno controllo sull’animale.

Quando il cane guida accompagna il suo padrone o la sua padrona sta svolgendo un vero e proprio lavoro, per questo non è consentito a nessuno disturbarlo, distrarlo, giocarci e dargli da mangiare. Nessuna azione può essere rivolta al cane, a meno che non sia espressamente autorizzata dal il suo padrone o dalla sua padrona.

Le associazioni che si occupano di disabilità sensoriali hanno realizzato tante campagne di sensibilizzazione sul tema del cane guida. Noi ve ne segnaliamo una, quella promossa dall’associazione Blindsight Project, e curata da Laura Raffaeli e Simona Zanella.

 

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (PI)

 

Per approfondire:

Visita il sito dell’associazione Blindsight Project

 

Data di creazione: 4 gennaio 2017
Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2017

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