La FISH in campo contro la violenza nei confronti delle donne con disabilità

La FISH parteciperà con proprie iniziative ed affiancando eventi alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre. Un apprezzabile segnale di attenzione che, unito alla ratifica del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, induce ad auspicare che l’attenzione al genere diventi una costante nell’operato della Federazione.

 

Lo striscione con il quale le donne con disabilità aderiscono all'edizione 2017 della manifestazione "Non una di meno" reca due slogan: "Le donne con  disabilità contro ogni forma di discriminazione e violenza", e "Nulla su si noi senza di noi". L'evento si terrà a Roma, il 25 novembre.

Lo striscione con il quale le donne con disabilità aderiscono all’edizione 2017 della manifestazione “Non una di meno” reca due slogan: “Le donne con disabilità contro ogni forma di discriminazione e violenza”, e “Nulla su si noi senza di noi”. L’evento si terrà a Roma, il 25 novembre.

La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per chi non lo spesse, è un’organizzazione ombrello alla quale aderiscono alcune tra le più rappresentative associazioni impegnate, a livello nazionale e locale, in politiche mirate all’inclusione sociale delle persone con differenti disabilità. Questo vuol dire che le politiche portate avanti dalla Federazione hanno una ricaduta molto più ampia rispetto a quella, pur apprezzabile, delle singole Associazioni impegnate nel settore della disabilità. Per questo motivo apprendiamo e segnaliamo con piacere che FISH parteciperà con proprie iniziative ed affiancando eventi alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre.

Nella nota diramata dall’ufficio stampa della Federazione la decisione è introdotta da alcuni elementi oggettivi: «Le donne con disabilità vivono una condizione di discriminazione multipla: come donne condividono la mancanza di pari opportunità che prevale nella nostra società e come persone con disabilità soffrono di restrizioni e limiti alla partecipazione sociale. Non è questa una mera sommatoria di discriminazioni, quanto piuttosto una loro moltiplicazione: non godono di pari opportunità né rispetto alle altre donne, né rispetto agli uomini con disabilità. Secondo ISTAT lavora solo il 35,1% delle donne con limitazioni funzionali, invalidità o malattie croniche gravi, a fronte del già limitato 52,5% degli uomini nelle stesse condizioni. Sempre ISTAT rileva che il rischio di subire stupri è più che doppio per le donne con disabilità: il 10% contro il 4,7% delle donne senza limitazioni funzionali. E i rischi aumentano anche in caso di stalking: il 21,6% delle donne con disabilità ha subito comportamenti persecutori contro circa il 14% delle altre donne. Esiste una drammatica questione di genere quando ci si riferisce alla disabilità, come pure è significativa la variabile disabilità quanto ci si occupa di condizione femminile e di violenza di genere, ma su tali lacune non vi è ancora consapevolezza.»

Questi dunque i presupposti che hanno indotto la FISH a deliberare di scendere in piazza il prossimo 25 novembre, cogliendo l’occasione per richiamare l’attenzione sulla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che, per la prima volta, ha affrontato il tema della discriminazione multipla dedicandovi uno specifico articolo (l’art. 6); ed anche per auspicare con forza che la prospettiva di genere sia integrata nelle politiche per la disabilità come pure la condizione di disabilità sia integrata nelle politiche di genere, entrambe in stretta consultazione con le donne e le ragazze con disabilità e con le loro organizzazioni rappresentative.

Il mese scorso, quando il Forum Europeo sulla Disabilità ha approvato la traduzione italiana del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea [a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’H], come centro Informare un’h avevamo chiamato in causa le Federazioni Nazionali (FISH–Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e FAND–Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), invitandole a fare in modo che la riflessione sul contrasto alla discriminazione di genere diventasse condivisa, traversale alle diverse Associazioni, e portasse a proposte politiche di respiro nazionale mirate e differenziate tenendo conto dei diversi tipi di disabilità. Pertanto, apprendere che la FISH ha ratificato ufficialmente il Secondo Manifesto è per noi motivo di soddisfazione, ma anche di auspicio affinché l’attenzione al genere diventi una costante nell’operato della Federazione. (Simona Lancioni)

 

Per approfondire:

Il sito della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap

Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.

 

Data di creazione: 30 ottobre 2017
Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017