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La multidiscriminazione delle donne con disabilità: un kit, due versioni, un impegno

Si avvia a conclusione il progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”, promosso dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Molti gli strumenti prodotti nell’ambito dello stesso, tra questi un kit su “La multidiscriminazione delle donne con disabilità” disponibile anche nella versione in linguaggio facile da leggere e da capire.

 

Il disegno della “Donna con le ali” è stato scelto dalla comunità di pratica delle donne con disabilità, uno dei gruppi del progetto sulla multidiscriminazione della FISH, per illustrare la copertina del kit informativo. Il disegno raffigura una donna con disabilità in sedia a rotelle posta al centro dell’immagine stessa. La donna ha alle sue spalle una parete grigia sulla quale sono raffigurate delle ali bellissime e imponenti, colorate con diverse tonalità di verde e di blu, e rifinite col bianco. La posizione della donna fa sembrare che quelle ali siano le sue e che lei possa volare via da un momento all’altro.

«Prima di tutto bisogna spiegare
cosa vuol dire la parola multi discriminazione.
Discriminare vuol dire trattare gli altri in modo diverso.
Multi vuol dire più volte.
Quindi multi discriminazione vuol dire trattare gli altri in molti modi diversi.»

 

Inizia così la versione in linguaggio facile da leggere (ETR) e da capire del kit informativo intitolato “La multidiscriminazione delle donne con disabilità” realizzato dalla comunità di pratica delle donne con disabilità nell’ambito del progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”. Un’iniziativa promossa dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), e finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La versione originale del kit è disponibile a questo link.

Si parla un po’ di più, negli ultimi anni, della discriminazione multipla e quindi delle diverse forme di violenza che colpiscono le donne con disabilità, anche se spesso ci si limita a constatarne l’esistenza, senza entrare nel merito delle dinamiche di esclusione che essa innesca in molte aree della vita delle donne che ne sono colpite. Significa che qualcosa sta cambiando, sebbene le donne con disabilità che hanno consapevolezza del fenomeno siano ancora una minoranza. Il kit informativo è stato creato proprio per questo, per dare una prima informazione sulla discriminazione multipla innanzitutto alle stesse donne con disabilità, quindi alle persone del loro ambiente di vita (famiglie, associazioni, operatori e operatrici di settore). Esso ha una forma snella (diciannove pagine si leggono abbastanza facilmente), ed una veste gradevole (anche le immagini che lo illustrano sono state scelte con cura). Tutto è pensato per renderne agevole la circolazione. Eppure, nonostante tali accorgimenti, questo strumento non è ancora pienamente fruibile da chiunque perché il linguaggio comune non è facilmente comprensibile a tutte le persone. Alcune persone, per capire, hanno bisogno di un linguaggio semplificato, e non considerare questo aspetto quando si comunica significa escludere qualcuno o qualcuna da quella comunicazione. Per questo la realizzazione di una versione del kit in linguaggio ETR, acronimo che sta per Easy To Read, che significa facile da leggere e da capire, è importante quanto la realizzazione del kit stesso.

Abbattere le barriere alla comunicazione non è così semplice, anche perché nell’immaginario comune il concetto di barriera è solitamente inteso in termini di ostacoli fisici (il gradino, la scala, l’auto o il motorino sullo scivolo del marciapiede). Invece si tratta di un aspetto da considerare molto seriamente perché la limitazione o la preclusione dell’accesso alle informazioni diminuisce o impedisce la conoscenza, la crescita di consapevolezza, e la possibilità di fare scelte realmente libere. Per questo motivo è necessario tenere sempre bene a mente che l’unico modo per far sì che una data informazione diventi fruibile dal maggior numero di persone consiste nell’utilizzare differenti lingue e linguaggi, diversificando canali, formati e supporti, e nel dare a ciascuno/a la possibilità di scegliere la modalità di fruizione più adatta alle proprie modalità di funzionamento.

Ma quali sono i contenuti del kit? Se consideriamo i temi trattati potrebbe sembrare che non vi sia qualcosa di realmente innovativo per chi si occupa di disabilità. Infatti, dopo una parte introduttiva e l’illustrazione delle diverse forme di discriminazione, si tratta di accessibilità e sicurezza, di accesso ai servizi sanitari e salute sessuale e riproduttiva, di violenza, di protagonismo delle persone con disabilità. Quindi si avanzano delle proposte per contrastare le discriminazioni multiple, e si fornisce un repertorio minimo di risorse di riferimento. In cosa consiste dunque la novità? L’aspetto innovativo è rappresentato dal fatto che tutti questi temi sono riletti in una prospettiva di genere, partendo dall’assunto che le esigenze, i desideri, le caratteristiche e le condizioni di uomini e donne non sono sempre sovrapponibili, anzi, spesso differiscono sensibilmente. Continuare a considerare il genere come una variabile ininfluente e neutra, continuare a pensare che in fondo gli unici problemi delle persone con disabilità scaturiscono dalla presenza della disabilità, significa continuare ad ignorare le esigenze specifiche delle donne con disabilità e, in definitiva, limitare la loro libertà e la possibilità di autodeterminazione. Un altro aspetto apprezzabile riguarda la circostanza che il kit è centrato sulla realtà italiana, e non, come sovente accade, su quella europea o internazionale (pur essendo importante conoscere anche altri contesti). Il “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, ad esempio, è un eccellente strumento per chi voglia occuparsi di questi temi, ed è anche disponibile nella versione facile da leggere (ETR) ed in quella in comunicazione aumentativa alternativa (CAA), ma, come si evince dalla stessa denominazione, esso considera la condizione delle donne con disabilità nell’Unione Europea.

Quante probabilità ci sono che le donne con disabilità abbiano accesso a questi contenuti? Attualmente non molte. In famiglia e a scuola è abbastanza difficile che si parli di queste tematiche, e se si parla di discriminazione di genere solitamente non si fa riferimento alla peculiare condizione delle donne con disabilità. Nell’associazionismo femminile e in quello delle persone con disabilità, come accennato, qualcosa sta cambiando, ma, a parte poche lodevoli eccezioni, si tratta di iniziative episodiche, legate a specifiche ricorrenze (la Giornata internazionale della donna, la Festa della mamma, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), non di una rilettura complessiva delle politiche associative funzionale al contrasto delle discriminazioni multiple, come invece richiederebbe una corretta applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009).

E ancora, quante probabilità ci sono che le donne con disabilità intellettiva abbiano accesso a questi contenuti? Quasi nulle, perché è davvero raro che i documenti e gli strumenti prodotti su questi temi siano tradotti in linguaggio facile da leggere e da capire. La traduzione di questo kit è una felice eccezione della quale dobbiamo ringraziare l’Anffas Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), ed in particolare: Francesca Stella, Erika Pontelli, Chiara Santoro e Maria Cristina Schiratti (dell’Anffas di Udine). Nella sua brevità, il kit fornisce molti spunti di riflessione utili ad iniziare ad approcciarsi al tema della discriminazione multipla, ed anche parecchie indicazioni da cui partire per approfondire i numerosi argomenti accennati. Tuttavia, per conseguire cambiamenti significativi nel contrasto alla discriminazione multipla nei confronti delle donne con disabilità, oltre a condividere idealmente la causa, è necessario investirci un po’ di tempo e di lavoro. Il kit è un seme di libertà. Se la pianta riuscirà a germogliare e a crescere rigogliosa non dipende solo dalla semina, ma anche dalla disponibilità a prendercene cura e a coltivarla. Crederci ed investirci energie continua ad essere il miglior modo per far capire anche alla collettività che questa causa merita più attenzione di quella riscossa sino ad ora.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (Pisa) e coordinatrice della comunità di pratica delle donne con disabilità del progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”.

 

Vedi anche:

Pagina dedicata al progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica – Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”.

La multidiscriminazione delle donne con disabilità. Kit informativo rivolto a donne con disabilità, famiglie, associazioni, operatrici e operatori di settore, in formato pdf.

La multidiscriminazione delle donne con disabilità. Kit informativo in linguaggio facile da leggere e da capire, in formato pdf.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento il 1 Dicembre 2020 da Simona