La stanza delle donne con disabilità

Il centro Informare un’h ha rinnovato significativamente la propria sezione tematica dedicata alle “Donne con disabilità”, studiando un’organizzazione più amichevole, più usabile, e introducendo qualche novità. Non uno spazio triste, nel quale si parla solo di problemi, bensì uno spazio di libertà.

 

Una giocatrice di basket in carrozzina insegue la palla a tutta velocità. Ogni cosa intorno a lei è resa sfuocata dal movimento.

Una giocatrice di basket in carrozzina insegue la palla a tutta velocità. Ogni cosa intorno a lei è resa sfuocata dal movimento.

Negli ultimi anni il centro Informare un’h ha prodotto, raccolto e pubblicato una grande quantità di testi sul temi legati alla disabilità al femminile. Tutti questi testi sono stati inseriti nell’apposita sezione tematica denominata “Donne con disabilità”. All’interno della sezione sono previste due sottosezioni sugli aspetti ai quali il centro ha deciso di dedicare particolare attenzione: la promozione del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea” (se ne legga qui), e il contrasto alla violenza nei confronti delle donne con disabilità. Tuttavia l’incremento dei testi pubblicati è diventato tale che quella che affettuosamente abbiamo sempre chiamato “la stanza delle donne con disabilità”, comincia a somigliare sempre di più ad un magazzino nel quale è difficile trovare le cose. Così abbiamo deciso di fare un po’ d’ordine, senza buttar via nulla, per carità!, ma studiando un’organizzazione più amichevole, più usabile, e introducendo qualche novità.

Nuove sottosezioni affiancano quelle già esistenti. Trovano uno spazio proprio le storie di donne con disabilità e i diritti sessuali e riproduttivi. Viene valorizzata la trave portante dell’intera stanza: il quadro teorico di riferimento (un repertorio di testi di notevole interesse). Finiscono nella miscellanea i rimanenti testi.

Perché spendere tante energie per un tema, “la disabilità femminile””, che i/le più considerano marginale e di nicchia? Riflettendoci un attimo, appare assai più curioso darsi un gran daffare per contrastare la discriminazione che colpisce le persone con disabilità, o quella nei confronti delle donne, ma non curarsi affatto della discriminazione multipla che colpisce le donne con disabilità, ossia un tipo di discriminazione che, come suggerisce l’aggettivo “multipla”, si rivela molto più pervasiva e penalizzante di quella “semplice”. Vale la pena ricordare che la tanto richiamata, e da più parti invocata, Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009), oltre ai molti richiami alle questioni di genere sparsi nei diversi articoli, include “la parità tra uomini e donne” tra i suoi “Principi generali” (articolo 3). Pertanto, trattare le questioni di genere come una priorità non è affatto una bizzarria, ma l’atteggiamento di chi vuole applicare la Convenzione ONU a partire dai suoi principi.

Manca in Italia un movimento delle donne con disabilità, e ce ne sarebbe davvero bisogno. Manca spesso, tra le stesse donne con disabilità, la consapevolezza del maggiore svantaggio derivante dall’essere contemporaneamente donne e persone con disabilità. È soprattutto a loro che abbiamo pensato nell’arredare questa “stanza”, perché in essa possano trovare informazioni costantemente aggiornate sulle questioni che le riguardano, e anche, perché no?, maturare la convinzione che sia necessario agire in prima persona nella rivendicazione dei propri diritti.

Non pensate alla “stanza” come ad uno spazio triste, nel quale si parla solo di problemi. Se esiste un filo rosso che attraversa tutti i testi in modo più o meno esplicito, questo è la libertà delle donne con disabilità. Desiderarla, rivendicarla, inseguirla, lavorare per costruirla non è per niente triste. È triste che, ad oggi, qui in Italia, solo poche persone lo facciano.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (Pisa)

 

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Data di creazione: 23 marzo 2019
Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019

 

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