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Massa Carrara, i tagli alla scuola mettono a rischio i diritti degli/delle studenti con disabilità

di Pier Angelo Tozzi
presidente della Consulta Provinciale delle Persone con Disabilità di Massa Carrara

Lo scorso 30 maggio duecento persone fra docenti, genitori e studenti sono scese in piazza a Massa contro i tagli alla scuola nella provincia di Massa-Carrara. Una protesta che si protrae da giorni e sulla quale si è espressa anche la Consulta Provinciale delle Persone con Disabilità di Massa Carrara. Scrive infatti Pier Angelo Tozzi, presidente della Consulta, nel comunicato che rilanciamo: «non è più immaginabile ritenere di poter prendere decisioni, esprimere pareri o ipotesi che interessano la qualità della vita delle persone con disabilità senza interpellare i diretti interessati, i loro familiari e le Associazioni che li rappresentano». (S.L.)

 

Un momento della manifestazione di protesta contro i tagli alla scuola tenutasi a Massa il 30 maggio 2020 (foto da «La Nazione»).

La cronaca locale dei quotidiani della Provincia di Massa Carrara riporta da diversi giorni della giusta e civile protesta del territorio contro il taglio delle classi e dei docenti che, senza un criterio di equità e dopo ben altri intendimenti della Ministra all’Istruzione, subirebbe la Provincia di Massa Carrara (si vedano, ad esempio, Vinicia Tesconi, Tagli alla scuola nella provincia di Massa Carrara: lo sdegno degli insegnanti precari, «La Gazzetta di Massa e Carrara», 20 maggio 2020; «No ai tagli ai docenti di Massa-Carrara», l’appello del Barsanti alle istituzioni, «La Voce Apuana», 26 maggio 2020; Giulia Aufiero, “Imparare non è cliccare”: la manifestazione contro la scuola online, «La Nazione» cronaca di Massa Carrara, 31 maggio 2020). Per impedire che questo accada si sono aperti tavoli di discussione e sono nati in modo spontaneo comitati civici, è di stamani un’analisi letta sulla stampa locale che, dopo avere descritto il quadro negativo che si andrebbe a creare, esprime questa considerazione: “Non osiamo pensare cosa ne sarà degli alunni diversamente abili!”. Come Consulta Provinciale delle Persone con Disabilità di Massa Carrara crediamo valga la pena ribadire alcuni principi. Non è più immaginabile ritenere di poter prendere decisioni, esprimere pareri o ipotesi che interessano la qualità della vita delle persone con disabilità senza interpellare i diretti interessati, i loro familiari e le Associazioni che li rappresentano. Questo per il rispetto, almeno, del diritto di opinione, all’Istruzione e alla partecipazione (rispettivamente articoli 21 – 24 – 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, recepita dallo Stato Italiano con la Legge 18/2009).  Abbiamo scritto di proposito “almeno” questi diritti, anche se se ne potrebbero elencare di ulteriori.

‘’Niente su NOI senza di NOI‘’ chiedono le persone con disabilità, e quindi anche gli studenti e le studentesse disabili, non è più accettabile che qualcuno – ad ogni livello – (pur ben intenzionato) decida, programmi, elabori proposte o soluzioni senza verificare la partecipazione delle persone con disabilità alle questioni che riguardano la loro vita. È bene ricordare quanto rilevato dalle Federazioni Nazionali FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) all’indomani dell’insediamento del Comitato di consulenti esterni voluto dal MIUR (Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca) per affrontare la problematica scolastica, un organismo  privo di  persone con  disabilità e di figure con approfondita conoscenza delle questioni che la disabilità comporta. Ma cosi – purtroppo – avviene anche nel nostro territorio, si indicono Tavoli (a volte coordinati dalle Istituzioni) senza coinvolgere le persone con disabilità. Questo è molto grave perché le persone con disabilità chiedono di partecipare per essere considerati “alla pari”, senza chiedere favori, ma anche senza subire palesi dimenticanze (come dimostra il sovraccarico di lavoro sopportato dalle famiglie di persone con disabilità per tutto il lockdown). Qualche sociologo ipotizza che usciremo più buoni da questa grave emergenza, chissà…  intanto adoperiamoci per un maggior rispetto dei diritti esistenti, già questo non sarebbe poco.

 

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