Menu Chiudi

Napoli, scuole chiuse tranne una, per accogliere in presenza i bambini e le bambine con disabilità

La necessità di introdurre misure volte a contenere diffusione del virus Covid-19 ha portato il presidente della Campania a chiudere tutte le scuole sino alla fine del mese. Tuttavia, grazie all’intraprendenza di una preside competente ed attenta, la scuola elementare Luigi Vanvitelli, situata nel quartiere Vomero di Napoli, continuerà ad accogliere in presenza 49 bambini e bambine con disabilità, riducendo, per quanto possibile, la disuguaglianza che la didattica a distanza provoca negli/nelle studenti con disabilità.

 

L’ingresso della scuola elementare Luigi Vanvitelli di Napoli.

La Campania è una delle regioni maggiormente colpite dalla nuova ondata di Covid-19, tuttavia ha fatto parecchio discutere l’ordinanza con la quale il presidente, Vincenzo De Luca, nel tentativo di arginare la diffusione del virus, ha chiuso tutti gli istituti scolastici fino alla fine di ottobre. Al di là di qualsiasi valutazione politica o di altro tipo su questa decisione, non va dimenticato che la didattica a distanza penalizza fortemente molti alunni e alunne con disabilità. Accade così che Ida Francioni, preside della scuola elementare Luigi Vanvitelli, situata nel quartiere Vomero di Napoli, saputo dell’ordinanza, si è subito attivata per elaborare un progetto finalizzato a continuare ad accogliere in presenza 49 dei circa 1.300 studenti della scuola primaria: i bambini e le bambine con disabilità. Qualche giorno fa, interpellata dal settimanale «L’espresso», Francioni spigava le ragioni della sua scelta: «Il primo pensiero è andato ai piccoli alunni con bisogni educativi speciali e allo sconforto delle loro famiglie. Perché la didattica a distanza non riesce a raggiungere tutti gli studenti: ci sono bambini autistici, non verbali, autistici ad alto funzionamento, bambini con difficoltà di concentrazione che vengono ancor più discriminati dalla didattica a distanza».

L’ordinanza è stata emanata il venerdì, e già nel pomeriggio Francioni consultava in streaming le docenti di sostegno, ottenendo da loro la disponibilità a proseguire le lezioni in presenza. Il giorno successivo ha provveduto a scrivere un dettagliato progetto che, pur nel rispetto delle indicazioni espresse dalla giunta regionale, si propone di salvaguardare i diritti dei soggetti con bisogni educativi speciali. I successivi passaggi che hanno portato all’approvazione del progetto hanno coinvolto una serie di figure, tutte donne: Lucia Fortini, assessora regionale all’istruzione, Luisa Franzese, direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luisa Russo, responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile di Napoli e Annamaria Palmieri, assessora all’Istruzione del comune di Napoli.

Sempre a «L’espresso», Francioni dichiara: «quando a settembre è suonata la prima campanella e i bambini sono tornati in classi mi sono commossa. Nei mesi più bui del lockdown mi sono resa conto che una scuola vuota, senza studenti, è un non luogo. Abbiamo patito l’assenza dei ragazzi per sette lunghi mesi e la notizia del nuovo stop alle lezioni in presenza è stato sicuramente un grande dispiacere. Non contesto la decisione regionale e non commento l’ordinanza: perché non credo che ci sia un Capo di Stato, Presidente di Regione o Sindaco capace di prendere una tale decisione a cuor leggero; e perché la scuola è un baluardo di legalità e in quanto tale deve rispettare le regole, ma le norme vanno interpretate in modo intelligente».

L’approvazione del progetto ha permesso che la scuola venisse riaperta già il 20 ottobre, su richiesta dei genitori e nel rispetto dei protocolli di sicurezza, con i docenti di sostegno e di base impegnati in attività individualizzate in presenza, mentre gli altri/e studenti seguiranno le lezioni da remoto fino alla fine del mese.

Questa la conclusione della preside: «abbiamo fatto da apripista, speriamo che tanti colleghi potranno ispirarsi a questo progetto e riaprire le scuole, almeno per rispondere ai bisogni delle famiglie con figli disabili. Del resto sono i piani di indirizzo e le linee guida del ministero ad aver raccomandato una particolare attenzione ai bambini più deboli e fragili». (S.L.)

 

Ultimo aggiornamento il 22 Ottobre 2020 da simona