Ottenere giustizia per tutte le donne e le ragazze con disabilità

Il 7 marzo, in relazione alla Giornata Internazionale delle Donne, Ana Peláez Narváez, vice presidente del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), ha sollevato presso il Consiglio ONU sui Diritti Umani la questione di come, nel mondo, a milioni di donne con disabilità continui ad essere negato l’accesso alla giustizia. Un aspetto quanto mai rilevante per le donne con disabilità vittime di violenza di genere, per quelle che non possono accedere direttamene ai sistemi di giustizia perché interdette, e per quelle sottoposte trattamenti sanitari (come la sterilizzazione forzata) senza il loro consenso.

 

Una donna con disabilità motoria.

Una donna con disabilità motoria.

Ieri a Ginevra al Consiglio ONU sui Diritti Umani, durante la Giornata Internazionale delle Donne, la vice presidente EDF (European Disability Forum), Ana Peláez Narváez, ha sollevato la questione sul diritto delle donne con disabilità ad accedere alla giustizia.

Nel mondo continua ad essere negato l’accesso alla giustizia a milioni di donne con disabilità. Donne che incontrano ogni tipo di difficoltà quando cercano di rivendicare i loro diritti nei tribunali. Sono molti gli ostacoli che impediscono alle donne e alle ragazze con disabilità di attivare i loro diritti. Da barriere simboliche, come gli stereotipi negativi che permeano il lavoro di tutti i professionisti coinvolti nel sistema giudiziario a ostacoli puramente materiali e evidenti legati all’inaccessibilità dell’ambiente fisico e della comunicazione. Ostacoli che impediscono sistematicamente a donne e ragazze con disabilità di esercitare questo diritto fondamentale.

«Noi, donne con disabilità – circa 49 milioni in Europa e più di 600 milioni nel mondosappiamo molto bene che cosa significhi avere i nostri diritti violati e vedere quanto poco o nulla è stato fatto per proteggere questi nostri diritti», ha detto Ana Peláez Narváez al Consiglio dei Diritti Umani.

Per le donne con disabilità, vittime di violenze di genere, è un risultato importante ottenere giustizia in tribunale. Lo è in considerazione del fatto che il sistema tende generalmente a sottovalutare le loro testimonianze, in special modo quando la donna che denuncia ha un disabilità intellettiva o psicosociale oppure è sordo-cieca. Queste donne affrontano molte difficoltà in tutte le fasi che portano alla denuncia ed al processo. Infatti risultano inaccessibili per le donne con disabilità i servizi di prevenzione, di protezione e di supporto contro la violenza e gli abusi; a volte gli operatori delle autorità responsabili della raccolta delle denunce non sono formati su come approcciare le donne con disabilità quando riportano episodi di violenza, maltrattamento ed abuso. Infine e purtroppo, tra molte donne con disabilità manca la consapevolezza di essere titolari di diritti.

Da ultimo, non dobbiamo dimenticare la particolare situazione di vulnerabilità delle migliaia di donne con disabilità che sono state sottoposte ad interdizione e che non possono accedere direttamente ai sistemi di giustizia, in caso di violazione dei loro diritti, se non attraverso un intermediario – tutore, curatore o amministratore di sostegno – che agisca per loro.

Come risultato della recente pubblicazione del Report redatto dall’EDF e dalla Fondazione Donne del CERMI (Spagna) chiediamo a tutti gli Stati membri Europei di riconoscere pubblicamente le violazioni dei diritti umani subite dalle moltissime ragazze e donne con disabilità sottoposte, nel passato e ancora nei giorni nostri, a sterilizzazione forzata, nonché di adottare misure riparatorie per il danno che hanno causato queste pratiche contrarie ai diritti umani.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare An-Sofie Leenknecht, e-mail: ansofie.leenknecht@edf-feph.org

Si ringrazia Luisella Bosisio Fazzi per la segnalazione.

 

Vedi anche:

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”, e quella su “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

 

Data di pubblicazione: 8 marzo 2018
Ultimo aggiornamento:15 marzo 2018

Pubblicato in News