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Per le donne lesbiche, trans, bisex e disabili la violenza non è una storia già scritta

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata lanciata la campagna di sensibilizzazione denominata “La violenza non è una storia già scritta”. Essa tratta il tema della violenza sulle donne lesbiche, bisex, con disabilità e sulle persone trans, e pone l’accento sulla responsabilità collettiva della violenza stessa.

 

Francesca, 36 anni, lesbica con disabilità motoria, una delle protagoniste della compagna “La violenza non è una storia già scritta”.

È stato pubblicato nei giorni scorsi il nuovo spot, dal titolo “La violenza non è una storia già scritta”, realizzato da Arcigay, La Cicloide e Artsmedia per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Lo spot ha una durata di 1.07 minuti e tratta il tema della violenza sulle donne lesbiche, bisex, con disabilità e sulle persone trans. Queste donne infatti sono esposte ad atteggiamenti discriminatori specifici – la lesbofobia, la bifobia, la transfobia e l’abilismo – che possono tradursi in forme peculiari di violenza, come quelle mostrate dalle protagoniste del filmato. C’è Marta, 21 anni, lesbica, che dopo aver fatto coming out (dichiarazione pubblica della propria omosessualità) sperimenta il rifiuto dei suoi familiari; Eva, 38 anni, donna trans, che vive costantemente nella paura di essere aggredita; Martina, 23 anni, bisessuale, che si ritrova esposta a molestie sessuali; e Francesca, 36 anni, lesbica con disabilità, che in tante persone non suscita alcuna aspettativa riguardo alla sua sessualità, né alla possibilità di avere una relazione stabile. Eppure, per queste donne, “la violenza non è una storia già scritta”, e gli atteggiamenti di chiusura che vengono loro rivolti possono essere tranquillamente sostituiti da altri, dando spazio al rispetto, alla complicità, all’amicizia, e all’amore. “Insieme facciamo la differenza”: è questa la constatazione che centra la riflessione sulla responsabilità collettiva della violenza.

«Lo spot pone l’accetto sulla responsabilità collettiva che sta dietro al fenomeno della violenza: essa interroga tutte e tutti noi e abita il nostro quotidiano. – si legge nelle note informative pubblicate a corredo del filmato – Scegliere di non essere violenti, però, si può. Così come è nelle nostre mani la decisione – agita dalle donne protagoniste dello spot – di abbandonare la paura e vivere da persone libere. Esiste un cambiamento possibile, una rivoluzione che passa attraverso piccoli gesti quotidiani di amore, complicità, amicizia e rispetto per le altre e gli altri e che dobbiamo avere il coraggio di compiere.  Le donne che non si conformano alle aspettative sociali e culturali legate ad un modello etero-normativo, sessista e genderista di sessualità, risultano essere maggiormente esposte a processi di stereotipizzazione, pregiudizio, stigmatizzazione e discriminazione che spesso sfociano in diverse forme di violenza (verbale, fisica, diretta, indiretta, vittimizzazione primaria e secondaria). L’obiettivo della campagna è sensibilizzare alla presa in carico collettiva del tema, troppo spesso ignorato, della violenza che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, trans* e con disabilità, e richiamare alla responsabilità sociale di compiere azioni quotidiane non violente che cambiano il destino delle persone» (grassetti nostri nelle citazione).

Il filmato è stato realizzato nell’ambito del progetto “Femminili plurali irregolari”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

Qualche considerazione conclusiva. Il fenomeno della violenza nei confronti delle donne lesbiche, trans, bisex e disabili è ancora poco trattato al di fuori dell’associazionismo di settore, e praticamente assente nelle campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione. Sotto questo profilo, la campagna “La violenza non è una storia già scritta” è davvero innovativa. Interessante ed apprezzabile è anche la scelta di porre l’accento sulla responsabilità collettiva della violenza, manca una consapevolezza condivisa riguardo a questo aspetto, e lavorare per crearla è fondamentale. Un’ultima caratteristica che merita di essere sottolineata è che nella realizzazione dello spot sono state coinvolte donne lesbiche, bisex, con disabilità e persone trans. Dovrebbe essere una prassi, quella di coinvolgere i/le diretti/e interessati/e nei progetti che gli/le riguardano, soprattutto se questi/e appartengono ad una minoranza discriminata, purtroppo però troppo spesso ci si scorda di farlo… come se anche questa sistematica sostituzione non fosse essa stessa una forma di violenza. (Simona Lancioni)

 

Guarda il filmato “La violenza non è una storia già scritta”.

 

Vedi anche:

Arcigay

Sezione del centro Informare un’h dedicata la tema “Donne con disabilità: diritti sessuali e riproduttivi”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata la tema “Donne con disabilità”.

 

 

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