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Pubblicato il rapporto “Welfare e salute in Toscana 2019”

È stato pubblicato in questi giorni “Welfare e salute in Toscana 2019”, un rapporto di ricerca teso a fotografare il benessere fisico, psicologico e sociale della popolazione toscana. Tra i dati riportati alcuni riguardano le persone con disabilità. Vediamo i più importanti.

 

Una giovane donna con disabilità motoria consulta la mappa di una struttura situata su un apposito pannello.
Una giovane donna con disabilità motoria consulta la mappa di una struttura situata su un apposito pannello.

È stato pubblicato in questi giorni “Welfare e salute in Toscana 2019”, un rapporto di ricerca teso a fotografare il benessere fisico, psicologico e sociale della popolazione toscana, e frutto della collaborazione dei diversi soggetti che si occupano di monitorare e valutare la salute, il welfare e i servizi regionali: Osservatorio Sociale Regionale, Agenzia Regionale di Sanità, Laboratorio MeS, Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna e Anci Toscana.

Il rapporto si compone di tre volumi. Nel primo, “Welfare e salute in Toscana 2019>/b>”, è delineato il contesto socio-demografico, le determinanti di salute (educazione e istruzione, vulnerabilità delle famiglie e interventi di sostegno, fattori di inclusione ed esclusione sociale, stili di vita, ambiente), i singoli aspetti della salute della popolazione (ad esempio: mortalità, aspettativa di vita, tumori, malattie infettive e croniche, disabilità, salute mentale, incidenti stradali e domestici, infortuni sul lavoro, salute di genere, violenza di genere, ecc.), le risorse di sistema (spesa sociale, terzo settore, lavoro domestico di cura, organizzazioni e strutture sportive, ticket e copayment, utilizzo del Sistema Sanitario, ecc.), la qualità delle cure, ed il sistema di valutazione della performance.

Il secondo volume “Le riforme del Sistema Sanitario e Sociale: processi e valutazione” illustra i processi riorganizzativi del Sistema Sanitario e del Sistema di Welfare, le nuove progettualità e innovazioni, gli effetti sulla salute ed il ricorso ai servizi dei toscani.

Infine, il terzo volume è costituito dalla “Appendice statistica” con le tabelle sui valori degli indicatori utilizzati nei volumi precedenti per descrivere i diversi fenomeni considerati.

Per completare il quadro è stato prodotto anche un documento contente “la sintesi dei dati” più significativi. È evidenziato il calo della popolazione: «I residenti al 1° gennaio 2018 erano circa 3.737.000, in calo per il terzo anno, -16mila rispetto al 2015, quando il trend aumento dal 2001 si è interrotto per la diminuzione dei flussi migratori in ingresso e il calo della natalità tra le donne straniere (nel 2018 in Toscana hanno partorito 7.148 straniere, -4,7% rispetto al 2017). Anche per il 2018 si prevede un saldo negativo e si prospetta quindi, al 1° gennaio 2019, il quarto anno consecutivo di diminuzione della popolazione. […] Gli anziani sono il 25%, il doppio dei giovani under15, e il rapporto continua a crescere per il calo della natalità e l’aumento della speranza di vita. La Toscana si conferma tra le zone d’Italia con la più alta speranza di vita alla nascita (5° regione per gli uomini e 6° per le donne)».

A ciò si aggiunga un processo assottigliamento delle reti familiari di protezione dovuto ai cambiamenti che stanno interessando le famiglie toscane (1.651.000 circa): la diminuzione del numero medio di componenti (2,25 nel 2018), «la crescente complessità delle forme familiari (aumentano separazioni e divorzi, dominano le unipersonali, crescono le coppie senza figli e le monogenitore, diminuiscono le copie con figli)».

Tra i dati riportati alcuni riguardano le persone con disabilità. Vediamo i più importanti.

La non autosufficienza è considerata in relazione alle persone anziane. «Il 10% degli anziani è non autosufficiente (perdita di autonomia nelle attività di base della vita quotidiana, come vestirsi, lavarsi, nutrirsi, ecc.). Si tratta di poco meno di 100mila anziani, ma da questa stima sono esclusi i residenti in RSA (non censiti da indagini di sorveglianza), che in Toscana sono circa 14mila e portano così la stima totale a circa 110mila anziani non autosufficienti. La soglia d’età oltre la quale la perdita di autonomia si manifesta si sta spostando dai 65 ai 75 anni

Per le persone con disabilità il riferimento sono le stime basate su proiezioni dei dati Istat, l’erogazione delle provvidenze economiche e le certificazioni. «In base alle stime effettuate attraverso il tasso di limitazione funzionale Istat (quello toscano è del 4,8%, tra i più bassi a livello nazionale), le persone di 6 anni e oltre con limitazioni funzionali attese in Toscana sono circa 171mila, di cui circa 78mila con problematiche di confinamento (gravi limitazioni che le costringono permanentemente a casa). In affiancamento a tale stima, i dati della principale fonte amministrativa in materia, ci dicono che sono erogate dall’INPS in Toscana circa 107.700 indennità di accompagnamento a invalidi totali e parziali, di cui quasi 100mila a invalidi totali. Tra queste ultime, l’80% (80.400 persone) sono destinate ad anziani e il 20% a 0-64enni (19.400). Il quadro dei flussi annuali dell’invalidità civile riferisce annualmente di circa 9-10mila accertati invalidi (L. 104/92), di cui oltre un terzo in situazione di gravità (14.500 nel quadriennio 2015-2018, per il 20% minori).» Si evidenzia qui un errore: la Legge 104/1992, alla quale si fa riferimento, è quella inerente la certificazione di handicap, non quella di invalidità, e anche la situazione di gravità è riferita all’handicap, giacché l’invalidità è espressa in valori percentuali e non con denominazioni qualitative.

Qualche dato in tema di inclusione scolastica e lavorativa: «Nell’anno scolastico 2017/18 erano circa 15mila i bambini e ragazzi con disabilità all’interno del sistema educativo e scolastico toscano (il 3% degli studenti totali) e la dotazione di posti di sostegno, pur in sensibile crescita e corrispondente alle prescrizioni normative vigenti, sembra da potenziare. Per quanto riguarda l’istruzione superiore, nell’a.a. 2016/17 nelle Università e nell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) toscane si sono iscritti 1.164 studenti con disabilità superiore al 66% e 304 con disturbi specifici ci dell’apprendimento (DSA). Al 2018 sono quasi 44mila gli iscritti al collocamento mirato presso i CPI toscani (+13mila rispetto al 2008, +42%, evidente riscontro di una contrazione nelle opportunità occupazionali) e sono circa 3.000 le persone che annualmente usufruiscono di interventi sostegno all’inserimento lavorativo da parte dei servizi territoriali.»

Per quel che riguarda l’assistenza domiciliare e quella in strutture residenziali e semiresidenziali i dati sono quelli del 2017. «Al 2017 sono circa 21.600 le persone in carico al servizio sociale professionale (8 ogni 1.000 abitanti d’età 0-64 anni), oltre 2.200 le persone con assistenza domiciliare socioassistenziale, oltre 900 quelle con assistenza domiciliare integrata, quasi 1.600 quelle inserite in strutture residenziali, 2.700 quelle in strutture semiresidenziali.» In merito agli interventi di assistenza indiretta per il sostegno alla domiciliarità e per la vita indipendente per il 2018 sono forniti i seguenti dati: hanno usufruito dell’assistenza domiciliare indiretta 867 persone, del sostegno per la domicialiarità 1445 persone con disabilità gravissime e SLA (sclerosi laterale amiotrofica), inoltre sono stati finanziati 815 progetti di vita indipendente. Tuttavia il rapporto non specifica quante domande sono rimaste inevase.

In merito alla Legge 112/2016, relativa al cosiddetto “Durante e Dopo di Noi”, nel 2018 la Regione Toscana ha finanziato 26 progetti che interessano previsionalmente 1.384 persone con disabilità grave nell’arco del triennio di attività. «I progetti si compongono di 122 azioni afferenti all’ambito dello “Sviluppo delle competenze finalizzate all’autonomia e distacco dal nucleo familiare”, 54 che rientrano nell’ambito “dell’Individuazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare o di co-housing” e 73 che comprendono “laboratori innovativi, acquisizione di competenze spendibili in ambito occupazionale, deistituzionalizzazione, informazione, accompagnamento e sostegno ai familiari”». (Simona Lancioni)

Nota: la formattazione nelle citazioni puntuali non corrisponde a quella originale.

 

Consulta il rapporto di ricerca:

Welfare e salute in Toscana 2019 – Volume 1

Le riforme del Sistema Sanitario e Sociale: processi e valutazione – Volume 2

Appendice statistica – Volume 3

Welfare e salute in Toscana 2019 – Documento di sintesi

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2019

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