Rinnovata la «Casa Verde» di San Miniato

Potranno contare su percorsi riabilitativi specifici, nuovi laboratori, ed una stretta integrazione con le scuole, il mondo sportivo ed il volontariato, il gruppo di donne con disabilità che, già dalle prossime settimane, sarà ospitato nella «Casa Verde» di San Miniato (Pisa), sede di un innovativo progetto dell’IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa.

 

La «Casa Verde» di San Miniato (Pisa).

La «Casa Verde» di San Miniato (Pisa).

È verde di nome e di fatto la struttura «Casa Verde» di San Miniato (Pisa), sede di un innovativo progetto presentato, il 12 luglio scorso, dall’IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Si tratta di un centro di riabilitazione e di assistenza sanitaria e socio–sanitaria con 30 posti letto e spazi per la riabilitazione, la cura e la vita sociale. L’edificio di duemilacinquecento metri quadrati, che un tempo ospitava l’orfanotrofio «Madonnina del Grappa», è stato completamente recuperato e rinnovato e, già dalle prossime settimane, ospiterà un gruppo di donne con disabilità. Situata tra un bosco di lecci ed il borgo medievale del paese, la «Casa Verde» è stata costruita con criteri antisismici, di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. Il lavoro ha richiesto un investimento di 5 milioni di euro. La Fondazione Stella Maris è da tempo impegnata nel rinnovamento di tutte le sue strutture, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza, e di rendere il ricovero più sicuro e tagliato sulle caratteristiche delle persone con disabilità che vi saranno ospitate. Saranno infatti attivati percorsi riabilitativi specifici con nuovi laboratori, ed è prevista una stretta integrazione con le scuole, con il mondo sportivo ed il volontariato.

«A Stella Maris siamo molto felici che le nostre ragazze, i nostri ospiti, i nostri dipendenti facciano rientro a San Miniato nella loro bellissima casa immersa nel verde di queste magnifiche colline, sapientemente ristrutturata ed ampliata con tutti i confort e le tecnologie che l’attenzione al mondo della fragilità neuropsichiatrica richiede. Una vera e propria Casa Verde – ha dischiarato Giuliano Maffei, presidente della Stella Maris, in occasione della presentazione ufficiale – Oltre che a casa ciò rappresenta il rientro all’interno della Comunità di una città, quella di San Miniato, che da sempre ha saputo riconoscere nella fragilità dei nostri ospiti un punto di forza per la costruzione della società civile, cioè una vera e propria riserva di ossigeno valoriale che permette a tutti gli abitanti del territorio, a tutti i bambini ed i ragazzi delle scuole, di comprendere quali sono davvero le cose che contano nella vita, quali sono le cose essenziali.»

Il rinnovamento della «Casa Verde», ha precisato Roberto Cutajar, direttore generale della Stella Maris, «cade anche in un particolare periodo storico che vede una maggiore articolazione delle risposte alle esigenze e bisogni delle persone con grave disabilità neuropsichica. Mi riferisco in particolare alla Legge 112/2016 che prevede progetti di abitazione in piccoli nuclei abitativi in un contesto urbano. L’investimento su “Casa Verde” e la decisione di confermare la bontà del progetto riabilitativo connesso di residenzialità è effettuato nell’assoluta convinzione che le due risposte non solo non sono in contraddizione, ma rispondono a tipologie di disabili con bisogni completamente diversi. Per questo le attività di Casa Verde continueranno ad essere impostate nel segno della massima inclusione sociale e partecipazione alla vita del territorio sanminiatese, in un continuo scambio reciproco di esperienze e valori di vita. Oltre cinquant’anni di attività ci supportano nella nostra convinzione che siamo sulla strada giusta». (S.L.)

 

Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2017

 

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