«Lei mi menava per qualsiasi cosa. Pure se andavo al supermercato e ritornavo scordandomi qualcosa, lei mi menava… con qualsiasi cosa che aveva tra le mani.»
Anicia (donna con disabilità di 28 anni) racconta le violenze subite dalla madre (testimonianza contenuta in “Silenzi interrotti”, un cortometraggio sulle violenze e gli abusi subiti dalle donne con disabilità, regia di Ari Takahashi, prodotto dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) e l’associazione Differenza Donna, novembre 2018).

Le donne con disabilità sono esposte a un maggior rischio di subire violenza rispetto alle altre donne.
I dati Istat del 2014 ci dicono che il 31,5% delle donne senza limitazioni ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, la percentuale sale al 36,6% per le donne con disabilità; il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio per le donne con disabilità (10%) rispetto a quelle senza limitazioni (4,7%); il 31,4% delle donne con gravi limitazioni ha subito violenza psicologica dal partner attuale, mentre per le altre donne la percentuale è del 25%; infine, anche rispetto allo stalking prima o dopo separazione si registra una sensibile differenza tra le donne che lo hanno subito: 21,6% per le donne con gravi limitazioni, e 14,3% per le donne senza limitazioni (fonte: Istat, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014).
I primi dati del 2025 ci dicono che «Le donne che hanno dei problemi fisici (riferiscono di stare male o molto male, hanno limitazioni dell’autonomia personale o hanno malattie croniche) sono pari a 6milioni 500mila (il 32,5% delle donne di 16-70 anni). Il 36,1% dichiara di avere subito violenze fisiche o sessuali (circa 2milioni 350mila), con una percentuale più elevata rispetto al valore medio (31,9%).
La violenza fisica o sessuale è più frequente tra chi dichiara di sentirsi male o molto male (38,8%, 332.783), chi è affetto da malattie croniche (37,1%, 2.109.160) e chi ha limitazioni gravi (39,4%, 230.074). Considerando invece le violenze subite negli ultimi cinque anni, è minore la prevalenza delle donne che hanno problemi di salute e subiscono violenza (9,5%, 540.560 donne, rispetto all’11% del dato medio). Sono circa 60mila le vittime in cattiva salute, circa 39mila hanno limitazioni gravi e circa 479mila segnalano malattie croniche» (fonte: Istat, La violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia – Primi risultati anno 2025, pagina 10, grassetti nostri nella citazione).
Eppure, anche a fronte di queste evidenze, sono ancora pochi, qui in Italia, i servizi antiviolenza accessibili e preparati ad accogliere donne con diverse disabilità. Trascriviamo di seguito quelli che abbiamo individuato sino ad ora, riservandoci di aggiornare l’elenco qualora dovessimo individuarne di ulteriori. L’obiettivo di questo repertorio è mostrare l’esistenza di esperienze virtuose per promuovere la realizzazione di servizi simili in tutto il territorio nazionale.
Associazione Le Onde (Palermo)
(vedi anche: Violenza sulle donne con disabilità: le linee guida del Progetto “Oltre l’ostacolo”, «Informare un’h», 8 gennaio 2026)
Associazione Olympia de Gouges (Grosseto)
(vedi anche: Grosseto, un corso di formazione sulla doppia violenza subita dalle donne con disabilità, «Informare un’h», 3 giugno 2025; “Parole per capire” la violenza sulle donne con disabilità, «Informare un’h», 11 settembre 2025)
Associazione Thamaia – Centro antiviolenza / UICI di Catania (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
(vedi anche: Catania, un nuovo sportello antiviolenza per accogliere anche donne con disabilità, «Informare un’h», 22 ottobre 2024).
Associazione Verba (Torino) – Servizio Antiviolenza Disabili
(vedi anche: L’Associazione Verba e quell’anima attenta al genere, «Informare un’h», 26 febbraio 2020; #Rifiorire, una buona campagna contro la violenza sulle persone con disabilità, «Informare un’h», 17 novembre 2020).
Casa della donna (Pisa)
(vedi anche: Violenza sulle donne con disabilità: l’esperienza della Casa della Donna di Pisa, «Informare un’h», 20 gennaio 2020).
Casa delle donne per non subire violenza (Bologna)
DaMe (Crotone) housing sociale
(vedi anche: DaMe, a Crotone l’housing sociale accessibile per donne in difficoltà, «Informare un’h», 20 gennaio 2022).
Differenza Donna (Roma) – Sezione in tema di “Violenza sulle donne con disabilità”
(vedi anche: Contrasto alla violenza sulle donne con disabilità, il modello di Differenza Donna, «Informare un’h», 27 agosto 2020).
Fondazione Somaschi (Milano) – Segnavia Centro Antiviolenza e Sportello IRIS (Centro contro la discriminazione e la violenza LGBTQI+)
me.dea Centro Antiviolenza (Alessandria) – Progetto “Io sono unicA”: Sportello Antiviolenza dedicato alle donne con disabilità
(vedi anche: Inaugurato, ad Alessandria, uno Sportello Antiviolenza dedicato alle donne con disabilità, «Informare un’h», 18 giugno 2025)
MondoDonna onlus / AIAS di Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici) – Sportello CHIAMA chiAMA
(vedi anche: Bologna, organizzazione e dati del servizio antiviolenza per le donne con disabilità, «Informare un’h», 17 settembre 2020).
Onda Rosa (Nuoro)
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.
Repertorio a cura di Simona Lancioni, responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (Pisa)
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Data di creazione: 19 Novembre 2020
Ultimo aggiornamento il 8 Gennaio 2026 da Simona