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Toscana: fondi per la non autosufficienza e la Vita Indipendente per il 2020

3 milioni in più per il Fondo per la non autosufficienza (che passa da 55 a 58 milioni di euro) rispetto al 2019, cresce anche lo stanziamento delle quote sanitarie per le RSA ed i Centri diurni delle persone anziane ultrasessantacinquenni non autosufficienti (che passa da 202 milioni del 2019 a 206 milioni di euro: 4 milioni in più), rimane invariato per il settimo anno consecutivo lo stanziamento (9 milioni di euro) per i progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità. Queste le novità introdotte da una recente Delibera della Regione Toscana che eroga i fondi per i servizi in questione per l’anno 2020.

 

Un giovane in sedia a rotelle affronta una rampa di scale con l’aiuto del suo assistente personale.

Con la Delibera della Giunta Regionale n. 1593, approvata 16 dicembre 2019, la Regione Toscana ha definito il riparto per l’anno 2020 alle Zone distretto del Fondo per la non autosufficienza e delle risorse per i progetti di Vita Indipendente (Allegato 1), ed a fornire indicazioni per l’erogazione delle quote sanitarie per le RSA (residenze sanitarie assistenziali) ed i Centri Diurni. Crescono, rispetto all’anno 2019, gli stanziamenti del Fondo per la non autosufficienza e le quote sanitarie per le RSA ed i Centri diurni, ma rimane invariata per il settimo anno consecutivo la somma destinata ai progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità. Vediamo i dettagli.

Importi degli stanziamenti

206 milioni di euro (4 milioni in più rispetto al 2019) è la quota sanitaria regionale erogata alle ASL per l’inserimento di persone anziane ultrasessantacinquenni non autosufficienti, in possesso di PAP (progetto assistenziale personalizzato), e previa valutazione dell’UVM (Unità di Valutazione Multidisciplinare), in residenze sanitarie assistenziali e centri diurni.

58 milioni di euro (lo scorso anno la somma era 54.878.675 di euro, vi è dunque un incremento di 3 milioni abbondanti) sono conferiti al Fondo per la non autosufficienza destinato ai servizi domiciliari per persone in condizioni di disabilità e di non autosufficienza per lo più anziane, col vincolo che una percentuale compresa tra il 7% e il 20% venga destinato a finanziare interventi a favore di persone non autosufficienti di età inferiore ai 65 anni.

9 milioni di euro (cifra rimasta invariata per ben sette anni, dal 2014 al 2020) per garantire continuità ai progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità già in essere. Rispetto a tale disposizione, non possiamo che ripetere per l’ennesima volta quanto già sottolineato negli ultimi anni: pur considerando apprezzabile ed imprescindibile che la Regione garantisca la continuità dei progetti di Vita Indipendente in essere (l’assistenza personale autogestita è un servizio vitale per le persone con grave disabilità e non può essere ridotto o interrotto senza esporle a serio rischio di danni irreparabili), suscita sconcerto e preoccupazione che il mancato incremento dello stanziamento destinato a tale misura impedisca per un così lungo lasso di tempo (ben sette anni!) l’accesso al servizio di nuovi utenti in possesso dei requisiti richiesti. Ancora una volta non possiamo che richiamare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009) che, all’articolo 19, riconosce «il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone», e stabilisce che, a tal fine, si deve assicurare che «le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e di inserirvisi e impedire che siano isolate o vittime di segregazione». È evidente che se è precluso l’accesso a nuovi progetti di Vita Indipendente (nella forma di assistenza personale autogestita), la libertà di scelta di cui parla la Convenzione non è garantita. In merito a tali progetti, «Toscana Accessibile», il portale in tema di disabilità della Regione Toscana, parla di «oltre 800 persone in carico ai servizi territoriali» (grassetti nostri nella citazione), mentre le associazioni di persone con disabilità locali (Associazione Vita Indipendente, Associazione Toscana Paraplegici, Habilia, Associazione Paraplegici Aretini, Associazione Vita Indipendente Bassa Val di Cecina, Centro Studi e Documentazione sull’Handicap di Pistoia, Associazione Paraplegici Siena, Associazione Rotelle Attive, AsHa – Associazione Sportiva Handicappati di Pisa), in un comunicato diramato il 24 dicembre scorso, parlano di oltre 200 persone con disabilità grave in lista di attesa per accedere ai progetti (il dato è approssimato per difetto perché in alcune aree territoriali le rilevazioni non sono ancora state effettuate). Se questi dati sono corretti, e non abbiamo motivo di dubitarne, è difficile comprendere perché almeno una parte dell’incremento finanziario contenuto nella Delibera non sia andato ad integrare anche questa voce. (Simona Lancioni)

 

Riferimenti normativi

Delibera della Giunta Regionale Toscana del 16 dicembre 2019, n. 1593, “L.R. 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”. Anno 2020: riparto alle Zone distretto del fondo per la non autosufficienza e delle risorse per i progetti di vita indipendente, indicazioni alle Aziende UU.SS.LL. per l’erogazione delle quote sanitarie per RSA e Centri Diurni”. Allegato 1 (riparto Fondo non autosufficienza e Vita Indipendente).

Delibera della Giunta Regionale Toscana del 17 dicembre 2018, n. 1472, “L.R. 66/2008 “Istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza”. Anno 2019: riparto alle zone distretto del Fondo per la Non Autosufficienza e delle risorse per i progetti di Vita Indipendente, indicazioni alle Aziende UU.SS.LL. per l’erogazione delle quote sanitarie per RSA e Centri Diurni. Modifica dell’allegato A) alla DGR n. 1329/2015”. Allegato 1 (riparto Fondo), Allegato 2 (Atto d’indirizzo).

Delibera della Giunta Regionale Toscana del 29 dicembre 2015, n. 1329, “Approvazione nuovo “Atto di indirizzo per la predisposizione dei progetti di Vita Indipendente”. Revoca Delibere n. 146 del 27 febbraio 2012 e n. 68 del 4 febbraio 2013. Assegnazione risorse annualità 2016”. Allegato A (Atto di indirizzo), Allegato B (riparto fondi). Nota bene: l’Atto d’indirizzo di cui all’Allegato A è stato modificato dalla Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1472 del 17 dicembre 2018 (si veda, a tal proposito, l’Allegato 2 della Delibera citata).

Legge Regionale del 18 dicembre 2008, n. 66, “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”.

Vedi anche:

Simona Lancioni, Toscana: fondi per la non autosufficienza e la Vita Indipendente per il 2019, «Informare un’h», 7 gennaio 2019. Nota bene: nel testo sono segnalate le ultime modifiche apportate dalla Regione Toscana all’Atto d’indirizzo per la predisposizione dei progetti di Vita Indipendente.

Simona Lancioni, Toscana: nuovo Atto d’indirizzo per i progetti di Vita Indipendente, «Informare un’h», 6 gennaio 2016 (ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019).

Sezione del centro Informare un’h in tema di «Vita indipendente e non autosufficienza».

 

Ultimo aggiornamento: