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Toscana: i Centri Riabilitativi e le Residenze Sanitarie Disabili allo stremo

«I Centri di Riabilitazione e le Residenza Sanitarie per Disabili denunciano la grave difficoltà economica in cui si trovano a seguito delle ripetute inadempienze dell’USL Toscana Centro nell’erogazione dei sostegni economici previsti sia dai provvedimenti governativi durante e dopo il lockdown, sia dai successivi provvedimenti regionali»: lo denunciano una serie di organizzazioni della Toscana, ricordando trattarsi di strutture che assistono tutte persone con disabilità neuropsichiche gravi e gravissime, quali ritardo mentale, autismo o gravi disturbi del comportamento. *

 

Il viso di bambino con autismo ritratto dietro un vetro smerigliato, mentre poggia le mani sul vetro stesso.

«I Centri di Riabilitazione e le Residenza Sanitarie per Disabili denunciano la grave difficoltà economica in cui si trovano a seguito delle ripetute inadempienze dell’USL Toscana Centro nell’erogazione dei sostegni economici previsti sia dai provvedimenti governativi durante e dopo il lockdown, sia dai successivi provvedimenti regionali»: lo si legge in una nota diffusa da numerose organizzazioni toscane (se ne legga l’elenco in calce), ove si aggiunge che «tali sostegni, la cui erogazione era prevista durante il lockdown a fronte della chiusura forzosa disposta da provvedimenti statali e regionali, a tutt’oggi non sono stati erogati. Come è noto, infatti, i Centri di Riabilitazione che svolgono servizi in diurno sono stati chiusi forzosamente per disposizione del Governo e della stessa Regione, quale misura di prevenzione indispensabile al contenimento della diffusione dell’epidemia. In particolare i Centri sono stati chiusi dalla metà di marzo fino a circa la metà di giugno, quando sono stati progressivamente riaperti».

«Gli assistiti e gli ospiti che frequentano i Centri – prosegue la nota delle organizzazioni – sono tutti persone con disabilità neuropsichiche gravi e gravissime, quali ritardo mentale, autismo o gravi disturbi del comportamento. Durante questo difficile periodo è stata comunque attuata un’intensa attività di contatto con le famiglie, tutte in grave difficoltà perché private del consueto sostegno che i Centri danno loro in modo continuativo. Il provvedimento governativo di chiusura prevedeva sostanzialmente l’erogazione del budget economico già fissato a bilancio preventivo dell’USL Toscana Centro (quindi senza alcun aggravio economico) per il mantenimento in vita dei Centri, per coprire gli ingenti costi di gestione non altrimenti comprimibili, soprattutto quelli relativi al personale, ed eventualmente le prestazioni a distanza che potevano essere erogate laddove fosse stato possibile. E tuttavia, sin dall’inizio l’USL Toscana Centro è stata molto restìa ad erogare i sostegni economici, cercando di limitare l’erogazione delle rette giornaliere solo in caso di effettuazione di una prestazione riabilitativa a distanza, pagando comunque la stessa retta non a valore intero, ma al 75% o addirittura al 50%».

A seguito dunque delle rimostranze che i Centri toscani avevano espresso nei confronti della propria Regione, quest’ultima aveva emesso in agosto una Deliberazione che prevedeva il rimborso sia delle prestazioni riabilitative effettuate a distanza, sia dei costi incomprimibili, sia ancora dei costi di mantenimento in vita della struttura. «Ma subito dopo – si legge nel comunicato – l’USL Toscana Centro ha emesso una propria Deliberazione in cui recepiva sì quel provvedimento regionale, pur non avendo inteso fino a quel momento recepire il provvedimento nazionale, non prevedendo però il ristoro dei costi incomprimibili di personale, che costituisce la maggior parte delle spese da sostenere in mancanza di attività e quindi di introiti. Il risultato di tutto ciò è che i Centri oggi sono allo stremo e si trovano sul punto di non poter pagare più gli stipendi, avendo dovuto sostenere ben quattro mesi di costi di gestione, senza poter disporre di alcun introito. A tal proposito ci colpisce fortemente l’indifferenza dei vertici dell’USL Toscana Centro verso strutture che hanno garantito servizi e sostegni alle famiglie da decine e decine di anni. Essi non possono risparmiare risorse economiche già messe a bilancio per i Centri e men che mai utilizzarle per altri fini per quanto utili».

Le organizzazioni firmatarie del comunicato hanno chiesto dunque l’erogazione immediata del 100% dei sostegni economici previsti per i quattro mesi del periodo di lockdown, per consentir loro di continuare ad erogare i servizi e continuare ad essere vicini alle persone con disabilità e alle loro famiglie. (Roberta Rezoalli e Stefano Borgato).

 

 

 

Queste le organizzazioni che hanno sottoscritto il comunicato su cui si basa il presente testo: AIABA di Firenze (Associazione Italiana Assistenza Bambini Autistici); ANFFAS di Firenze (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale); Centro CRO di FirenzeCTE di Rignano sull’Arno (Firenze) (Centro Terapie Educative); Agrabah di Pistoia (Associazione Genitori per l’Autismo); Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa); Misericordia di FirenzeODA di Firenze (Opera Diocesana Assistenza); PAMAPI di Firenze (Centro Abilitativo per Disturbi di Spettro Autistico).
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Roberta Rezoalli (r.rezoalli@gmail.com).

 

* Il presente testo è già stato pubblicato su Superando.it, il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

 

Ultimo aggiornamento il 10 Novembre 2020 da simona