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Toscana, misure straordinarie di contrasto al coronavirus per le RSA e RSD

Se a livello di territorio regionale la situazione generale del contagio del coronavirus sembra in qualche modo stabilizzata, nelle Residenze Sanitarie Assistite della Toscana si registra una vera e propria emergenza. Ciò ha portato la Regione a disporre un immediato screening di massa nelle strutture in questione, e all’emanazione di un pacchetto di misure straordinarie specificamente mirate alla gestione dell’emergenza nelle Residenze Sanitarie Assistite (RSA), nelle Residenze Sanitarie Disabili (RSD) e nelle altre strutture socio-sanitarie.

 

Lo striscione con la scritta #Andràtuttobene e il disegno di un arcobaleno campeggiano sul cancello chiuso della RSA per anziani “Villa Sorriso” di Pontedera (Pisa). In via precauzionale la struttura è in autoisolamento sin dai primi giorni di marzo. Una scelta lungimirante, se consideriamo l’attuale emergenza che sta coinvolgendo le RSA della Toscana.

La notizia di oggi (31 marzo) è che per le Residenze Sanitarie Assistite (RSA) per anziani della Toscana è stato disposto un immediato screening di massa per rilevare la presenza di casi di coronavirus – COVID-19. Ma già nei giorni scorsi, con l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 21 del 29 marzo 2020, la Regione Toscana aveva varato un pacchetto di “Misure straordinarie per il contrasto ed il contenimento sul territorio regionale della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito delle Residenze Sanitarie Assistite (RSA) e Residenze Sanitarie Disabili (RSD) e altre strutture socio-sanitarie.”

Le misure in questione si sono rese necessarie perché se a livello di territorio regionale la situazione generale del contagio sembra in qualche modo stabilizzata, nelle RSA si registra una vera e propria emergenza. Come riportato dalla stampa locale, nel territorio della Ausl Toscana sud est ci sono ben le cinque strutture per anziani nelle quali sono stati riscontrati casi di contagio (Bucine, Badia Tedalda, Siena, Grosseto e Sarteano). Nella casa di riposo comunale di Sarteano (Siena) sui 97 tamponi effettuati agli ospiti anziani e al personale sanitario 34 sono risultati positivi. Nella RSA “Fabbri Bicloli’ di Bucine (Arezzo) sono morti tre uomini anziani ospitati nella struttura risultati positivi al coronavirus. Drammatica anche la situazione nel territorio della Ausl Toscana Nord Ovest che comprende le province di Pisa, Massa Carrara, Lucca e Livorno, dove i casi positivi riscontrati nelle RSA sono 56. Nella RSA del comune di Aulla (Massa Carrara) sono presenti 11 casi di anziani positivi al coronavirus, in quella di Gallicano (Lucca) 10, in quella di Pontedera (Pisa) 9. Nella RSA di Montevarchi (Arezzo) i contagiati sono 17, 12 ospiti e 5 gli operatori.

Le nuove misure introdotte hanno una validità di 90 giorni a partire dalla data di approvazione dell’ordinanza e possono essere oggetto di ulteriori integrazioni o eventuali modifiche, in ragione dell’evoluzione del quadro epidemiologico e delle sopravvenute disposizioni normative o amministrative nazionali. Vediamo il dettaglio.

Nell’ipotesi in cui si riscontri un caso positivo di Covid-19 all’interno di una RSA, RSD o altra struttura socio-sanitaria, l’ospite rilevato positivo, se sintomatico e la cui condizione clinica appare instabile, sarà preso in carico dal SSR (Servizio Sanitario Regionale), secondo i diversi livelli di appropriatezza dell’intervento, da rimettere alla valutazione del clinico, come definiti dalle ordinanze e disposizioni regionali vigenti.

Se paucisintomatico, l’ospite positivo al COVID-19 potrà essere mantenuto in isolamento all’interno della stessa struttura, se possibile. Se le condizioni strutturali non lo consentono, dovrà essere collocato in una struttura socio-sanitaria appositamente dedicata, con livelli di assistenza infermieristica H24, supporto giornaliero di personale medico e garanzia di supporto di ossigeno, se necessario.

L’intera struttura, RSA, RSD o altra di tipo socio-sanitario, nel caso in cui non ci sia un’organizzazione in moduli, separabile per aree e percorsi COVD e non COVID, sarà sottoposta a quarantena, con attivazione di idonea sorveglianza sanitaria in stretta collaborazione con la Ausl territorialmente competente.

Il personale che lavora nella struttura, a seguito di contatto stretto, continuerà a svolgere l’attività lavorativa, fermo restando la sospensione dell’attività stessa, nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID-19.

Qualora non insorga sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID-19, a conclusione della propria attività lavorativa giornaliera, il personale di cui sopra potrà scegliere una delle seguenti opzioni: rientro al proprio domicilio, evitando contatti con altre persone; pernottamento nella stessa struttura di lavoro, qualora possibile; alloggio nelle strutture alberghiere appositamente allestite dalle Asl.

Le strutture socio-sanitarie, in grado di garantire attività di cure intermedie, dedicate all’accoglienza degli ospiti COVID positivi, sono istituite e attivate dai gestori in collaborazione con la Ausl territorialmente competente o dalla Ausl territorialmente competente per le strutture a gestione propria.

I test diagnostici per la verifica della positività a Sars-CoV-2 (tampone orofaringeo) devono essere effettuati su tutti gli operatori e/o ospiti, quando si verifichi nella struttura un caso confermato di COVID-19 a carico di un operatore e/o ospite.

Fermo restando l’accesso dei componenti dell’USCA (Unità speciale di continuità assistenziale) nel caso in cui ciò risulti necessario, l’accesso dei Medici di Medicina Generale (MMG), afferenti ad ogni singola struttura residenziale, dovrà essere organizzato in turni di visita, che riguardino tutti gli ospiti di riferimento e per tutte le necessità clinico assistenziali, in modo che l’accesso sia limitato ad una unica figura di MMG all’interno della struttura. Questa presenza coinvolge tutti i MMG afferenti ad ogni singola struttura e sarà a rotazione settimanale.

Nelle Zone Distretto dove è stata attivata l’USCA, i casi positivi vengono seguiti dal team, in stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale degli ospiti stessi.

Eventuali nuovi ingressi in RSA, RSD o altra struttura socio-sanitaria sono subordinati al fatto che le strutture prevedano l’allestimento di un modulo di accoglienza dedicato ai nuovi ospiti, o l’adozione di misure, in ogni caso, idonee a garantire adeguato distanziamento sociale fra gli ospiti, allo scopo di garantire un ulteriore filtraggio contro la diffusione del virus in una possibile fase di incubazione.

Agli ospiti di nuovo ingresso, oltre alla normale verifica da effettuarsi a cura degli operatori della struttura, per rilevare lo stato di salute e l’eventuale sussistenza di un rischio espositivo, verrà comunque effettuato il tampone. (Simona Lanconi)

 

Riferimento normativo:

Toscana. Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 21 del 29 marzo 2020, “Misure straordinarie per il contrasto ed il contenimento sul territorio regionale della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito delle Residenze Sanitarie Assistite (RSA) e Residenze Sanitarie Disabili (RSD) e altre strutture socio-sanitarie. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica.”

 

Nota sull’epidemiologia dei casi in Toscana

Le autorità sanitarie regionali rendono noto che dall’inizio dell’emergenza al 30 marzo 2020 sono 4.412 i tamponi positivi al test del coronavirus Covid-19. Questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.022 Firenze, 324 Pistoia, 248 Prato (totale Asl centro: 1.594), 711 Lucca, 543 Massa-Carrara, 446 Pisa, 271 Livorno (totale Asl nord ovest: 1.971), 251 Grosseto, 286 Siena, 310 Arezzo (totale Asl sud est: 847). (fonte: ARS Toscana – Agenzia Regionale di Sanità, “Nuovo coronavirus in Toscana: ultime notizie, interventi e raccomandazioni”)

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