Un filmato per interrompere il silenzio sulla violenza nei confronti delle donne con disabilità

Sono Maria Paola, Anicia ed Emanuela, le tre donne con disabilità vittime di violenza protagoniste del corto “Silenzi interrotti”, promosso dall’associazione Differenza Donna e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) per far emergere la violenza contro le donne con disabilità nel contesto italiano. Un filmato che può consentire di arrivare a molte persone – soprattutto giovani – difficilmente raggiungibili con altri canali, e che, nella sua brevità, riesce a veicolare una grande quantità di informazioni su questo fenomeno ancora molto sommerso.

 

Immagine tratta dal filmato “Silenzi interrotti”, realizzato per far emergere il fenomeno della violenza contro le donne con disabilità.

Immagine tratta dal filmato “Silenzi interrotti”, che mostra i volti delle tre protagoniste. Il filmato è stato realizzato per far emergere il fenomeno della violenza contro le donne con disabilità.

Sono Maria Paola (27 anni), Anicia (28 anni) ed Emanuela (34 anni) le tre donne con disabilità vittime di violenza protagoniste del corto “Silenzi interrotti”, messo on line lo scorso 26 novembre. Promosso dall’associazione Differenza Donna e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), il filmato è legato all’iniziativa denominata VERA – Violence Emergence, Recognition and Awareness (emergenza, riconoscimento e consapevolezza della violenza), volta, appunto, a far emergere la violenza contro le donne con disabilità nel contesto italiano. Esso è stato realizzato dal regista Ari Takahashi, ha una durata di 12.39 minuti, ed è supportato dai sottotitoli.

Non esiste, per quel che ne sappiamo, una campagna di sensibilizzazione governativa centrata sul tema della violenza contro le donne con disabilità, ed anche a livello di associazionismo sono stati realizzati filmati anche molto interessanti (si veda, ad esempio, «Se non fossi “così”», ideato nell’ambito del progetto “Voci di Donne” dell’AIAS di Bologna - Associazione Italiana Assistenza Spastici, nel 2017; qui il nostro approfondimento), ma focalizzati maggiormente sugli stereotipi e pregiudizi ai danni delle donne con disabilità, e non sulla violenza vera e propria nei loro confronti. “Silenzi interrotti”, invece, nasce proprio allo scopo di far raccontare alle dirette interessate i loro vissuti, la violenza subita ed il percorso di emancipazione. Tre storie vere. Tre narrazioni di riscatto.

Maria Paola subisce violenze dal suo compagno convivente, che la accusa di tradirlo, la controlla, la tormenta, la picchia e la segrega in casa, sino a quando lei riesce a fuggire e chiedere aiuto alle zie. Queste la soccorrono e la accompagnano dai carabinieri a sporgere denuncia. Attivati i servizi sociali, Maria Paola verrà supportata da un centro antiviolenza. Oggi lavora, sta bene, fa quello che vuole e si sente libera.

Anicia, sopravvissuta al crollo della palazzina dove abita, ancora minorenne viene affidata ai servizi sociali, trova ospitalità presso un istituto di suore, e torna a casa nei fine settimana dove si ritrova col fratello e due sorelle (anch’essi ospitati dalle suore). In quelle occasioni la madre la picchia frequentemente per futili motivi. Divenuta maggiorenne, Anicia deve tornare a vivere con i suoi genitori, le viene riconosciuta la pensione di invalidità, ma sua madre le sottrae i soldi per spenderli in alcol e gioco, e continua a picchiarla. Riesce a emanciparsi con l’aiuto di un ragazzo col quale ha intrapreso una relazione sentimentale, mentre le sue sorelle si riveleranno complici della loro madre. Sarà lui ad accompagnarla dai carabinieri, i quali, registrata la denuncia per maltrattamenti, la indirizzano ai servizi sociali ed, in seguito, ad un centro antiviolenza.

Emanuela aveva 17 anni quando frequentava un centro di riabilitazione dove si pratica ippoterapia. Un fisioterapista supplente le propone un “esercizio di respirazione” facendole credere che potrebbe farla camminare. Tornata a casa parla con la madre di quanto successo e capisce di essere stata stuprata. Assieme decidono di denunciare. Al processo si scopre che l’uomo ha commesso violenze sessuali in varie regioni, e viene condannato. Oggi, scontata la pena, è tornato in libertà. Emanuela teme che possa reiterare il proprio comportamento con altre donne.

I dati Istat dicono che le donne con disabilità sono esposte al rischio di subire violenza più delle altre donne, ma la maggioranza dei casi rimangono nell’ombra. In un’epoca che punta molto sulla comunicazione per immagini, la scelta di produrre un filmato come questo, e di metterlo on line, può consentire di arrivare a molte persone – soprattutto giovani – difficilmente raggiungibili con altri canali. Nella sua brevità esso riesce a veicolare una grande quantità di informazioni. Che anche le donne con disabilità sono esposte a violenza, cosa ignorata dai più; che oltre alla violenza fisica e a quella sessuale, esiste anche la violenza economica, molto meno percepita, rilevata e indagata; che anche una madre può agire violenza, e che, quando accade, va denunciata; che non tutte le persone intorno sono disponibili a dare aiuto, ma qualcuna si trova; che gli uomini non sono tutti violenti, e che possono scegliere di stare dalla parte delle donne che subiscono violenza; che esistono i centri antiviolenza, e che è sempre possibile rivolgersi ad essi per trovare ascolto, competenze e aiuto; che nessuna donna, e dunque nemmeno una donna con disabilità, merita di subire violenza.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (PI)

 

Per approfondire:

Silenzi interrotti, filmato promosso dall’associazione Differenza Donna e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) nell’ambito dell’iniziativa VERA – Violence Emergence, Recognition and Awareness rivolta a donne con disabilità, durata: 12.39 minuti, accorgimenti di accessibilità: sottotitolazione, YouTube, 26 novembre 2018.
Regia, riprese e montaggio: Ari Takahashi
Soggetto: Silvia Cutrera (FISH), Vanessa Doddi e Rosalba Taddeini (entrambe di Differenza Donna)
Protagoniste: Maria Paola, Anicia ed Emanuela
Voce: Mariagrazia Errigo
La canzone “Nothing But Love” è di Elisabeth Cutler
Con la collaborazione di: Massimo Costa, la Casa Internazionale delle Donne (Roma), l’Associazione La lampada dei desideri (Roma), Paola Fanzini, Anna De Paolis, Fereshteh Rezaeifar, Poeti Der Trullo.

Differenza Donna

FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

Pagina dedicata all’iniziativa VERA – Violence Emergence, Recognition and Awareness, ospitata nel sito della FISH, dalla quale le donne con disabilità (tutte, anche quelle che pensano di non aver subito violenze) possono ancora compilare il questionario che serve ad indagare e a far emergere il fenomeno della violenza nei loro confronti.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2018

Pubblicato in News