Vanity Wheel, la sedia a rotelle come oggetto di design

Nasce a Pontedera (Pisa) Vanity Wheel, una start up finalizzata a produrre e a lanciare nel mercato della moda i copriruota per personalizzare le sedie a rotelle. «Sedie a rotelle che di colpo si trasformano. Non più sedie a rotelle da nascondere, grigie, senza bellezza, ma da sfoggiare, esibire, segno di libertà, piacere e perché no anche di vanità», argomentano le ideatrici Cinzia Chiarini e Michela Trentin. Una questione meno frivola di quanto si pensi.

 

Tre persone con disabilità indossano e mostrano i copriruota realizzati da Vanity Wheel (fonte: pagina Facebook Vanity Wheel).

Tre persone con disabilità indossano e mostrano i copriruota realizzati da Vanity Wheel (fonte: pagina Facebook Vanity Wheel).

L’idea è venuta a Cinzia Chiarini, donna con disabilità motoria, diplomata all’Istituto d’Arte di Cascina (Pisa), con una passione per i colori, la carta, i tessuti, la tappezzeria e il design; a supportarla è Michela Trentin, manager da oltre 25 anni nell’organizzazione e nello sviluppo delle aziende. Nasce così, a Pontedera (Pisa), la start up Vanity Wheel, volta a produrre e a lanciare nel mercato della moda i copriruota per personalizzare le sedie a rotelle.  La sedia a rotelle diviene un oggetto che cambia facilmente aspetto e può abbinarsi agli abiti che si indossano. «Si tratta – spiegano Chiarini e Trentini sul quotidiano «La Nazione» (Cronaca di Pontedera, 14 marzo 2019) – di carrozzine fashion coperte con cover alla moda, personalizzate e molto glamour. Sedie a rotelle che di colpo si trasformano. Non più sedie a rotelle da nascondere, grigie, senza bellezza ma da sfoggiare, esibire, segno di libertà, piacere e perché no anche di vanità». Sembra dunque finito il tempo nel quale le sedie a rotelle erano oggetti ai quali le persone con disabilità erano costrette. Personalizzarle anche sotto il profilo estetico, trattarle come un oggetto di design, mette in luce la loro reale connotazione: essere strumenti di libertà.

Vanity Wheel propone cinque linee di moda differenziate: donne, uomini, arte, sport, bambini/e sino all’adolescenza. Vivacità, colore e facilità d’uso caratterizzano i diversi copriruota decorati con motivi floreali, jeans, grafiti, gioielli, quadri o frasi di persone famose (come Alda Merini).

Per finanziare il loro progetto Chiarini e Trentin hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma Eppela. Oltre ai copriruota, prevedono un investimento anche nella produzione di accessori accessibili. Scrivono infatti sulla piattaforma: «L’obiettivo di Vanity Wheel è quello di essere un brand riconosciuto nel mercato della moda degli accessori accessibili […] Le cover vendute andranno a finanziare i progetti legati agli altri accessori accessibili, primo tra tutti lo studio e la produzione dei set viaggio: trolley e shopper legati all’indipendenza e libertà di movimento.»

«L’abito fa il monaco», recitava un vecchio adagio. Non sempre è così, ma spesso sì. Fare in modo che anche con la sedia a rotelle, chi vuole, possa comunicare la propria voglia di vivere, di libertà, di partecipare e di divertirsi è una questione meno frivola di quanto si creda. Difficile pensare all’inclusione come a qualcosa di frivolo, anche se la sua realizzazione non è estranea all’idea di bellezza. (Simona Lancioni)

 

Per approfondire:

Sito della start up Vanity Wheel.

Filmato di promozione dell’iniziativa.

Raccolta fondi sulla piattaforma Eppela.

Pagina Facebook Vanity Wheel.

 

Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019

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