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Eglantyne Jebb, pioniera dei diritti

Ieri, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, Save the Children ha diffuso un video realizzato con l’intelligenza artificiale, per far conoscere la storia rivoluzionaria della propria fondatrice Eglantyne Jebb, pioniera dei diritti, che nel 1923 scrisse la prima Carta dei Diritti del Fanciullo, testo base per la successiva Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Una figura di donna illuminata, al cui operato non si può non guardare con ammirazione, sempre ricordando anche che i bambini e le bambine con disabilità sono “i più vulnerabili tra i vulnerabili”.*

Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children.

Ieri,  alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna dell’8 Marzo, Save the Children ha diffuso un video realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, per far conoscere la storia rivoluzionaria della propria fondatrice, Eglantyne Jebb, allo scopo di ispirare tutte le bambine e le ragazze a combattere per le proprie passioni e a pensare oltre gli stereotipi.
«Eglantyne Jebb – spiegano da Save the Children – era convinta che aiutare i bambini costituisse la premessa per un futuro migliore per l’intera società. Pioniera dell’attivismo per la difesa dei bambini nel mondo, nel 1919, all’indomani della prima guerra mondiale, fondò la nostra organizzazione per soccorrere i bambini austriaci e tedeschi che stavano morendo di fame a causa del blocco navale imposto dalle nazioni vincitrici. Nel 1923 scrisse la prima Carta dei Diritti del Fanciullo, che è stata adottata dalla Società delle Nazioni nel 1924 e che ha costituito il testo base per la successiva Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza».

A partire dunque dalle poche fotografie a disposizione, Save the Children ha “chiesto” all’intelligenza artificiale di dare un volto a Eglantyne Jebb, per raccontare appunto la storia di una donna che ha sfidato il proprio tempo, anticipando il concetto, rivoluzionario per l’epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti.
«Jebb – aggiungono da Save the Children – fu parte di una generazione di giovani donne che ai primi del Novecento reclamava uno spazio di azione pubblica, una donna fuori dagli schemi, un segno di speranza in un mondo pieno di ombre, dominato da rancori e spinte nazionalistiche, pronte a esplodere, di lì a poco, con la seconda guerra mondiale. Si attivò contro la povertà infantile, raccolse fondi e fece sensibilizzazione per i bambini affamati dalle guerre e le loro aspirazioni, al di là di qualsiasi confine geografico o politico. Perché, come lei stessa diceva, “niente è impossibile finché non ci rifiutiamo di provarci”; in questa frase c’è il suo essere pioniera, la sua capacità di andare oltre gli stereotipi, il suo invito a tutte le donne».

Una figura, dunque, di donna illuminata, al cui operato «Superando.it» non può non guardare con ammirazione, sempre ricordando anche che i bambini e le bambine con disabilità sono “i più vulnerabili tra i vulnerabili”(Stefano Borgato)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il video su Eglantyne Jebb e anche il link con la pagina a lei dedicata. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@savethechildren.org.

* Il presente testo è già stato pubblicato su «Superando.it», il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Vedi anche:

Save the Children Italia.

 

Ultimo aggiornamento il 8 Marzo 2024 da Simona