La spesa sociale dei Comuni destinata alla disabilità

Nel 2016 i Comuni hanno destinato alla disabilità il 25,5% della propria spesa sociale, per un valore di 2.854 euro per abitante con disabilità. Pur crescendo costantemente, tale dato, negli ultimi anni, lo ha fatto in modo più contenuto rispetto a prima e soprattutto si continuano a registrare forti squilibri da territorio a territorio, con il Sud ancora una volta di gran lunga “fanalino di coda”: è quanto emerge dal recente rapporto dell’ISTAT relativo all’“Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati concernente l’anno 2016”. *

 

Immagine costituita da quattro loghi che rappresentano quattro tipi di disabilità: motoria, visiva, intellettiva e uditiva.

Immagine costituita da quattro loghi che rappresentano quattro tipi di disabilità: motoria, visiva, intellettiva e uditiva.

Nel 2016 i Comuni hanno destinato alla disabilità il 25,5% della propria spesa sociale, pari a 1.796.984.118 euro, per un valore di 2.854 euro per abitante con disabilità (erano stati 2.736 euro nel 2013). Tale area ha registrato continui incrementi dal 2003, anno di inizio delle rilevazioni ISTAT e tuttavia il ritmo di tale crescita risulta negli ultimi anni più contenuto rispetto al passato: è quanto emerge dal recente rapporto dell’ISTAT relativo all’Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati concernente l’anno 2016, cui il portale «Condicio.it» dedica un approfondimento (disponibile a questo link), spiegando che tale indagine, realizzata a cadenza annuale, si propone appunto «di monitorare le risorse impiegate e i servizi e gli interventi sociali attivati a livello locale», puntualizzando tuttavia che «la complessità delle informazioni da raccogliere, nonché delle fasi di controllo, correzione e validazione dei dati, comportano tempi piuttosto lunghi. E ciò si ripercuote negativamente sulla tempestività dell’indagine e sul possibile uso dei dati ai fini della programmazione delle politiche sociali, tanto che all’inizio del 2019 ci troviamo ad analizzare dati relativi al 2016, ma ancora provvisori, e quindi suscettibili di possibili successive revisioni».

In ogni caso, anche per il 2016 l’analisi territoriale delle risorse destinate all’area della disabilità ha messo in luce notevoli squilibri, con il Sud ancora una volta di gran lunga “fanalino di coda” (864 euro per persona con disabilità), da comparare, ad esempio, con i 5.156 euro del Nord-Est e i 2.787 euro del Centro Italia.

livello regionale, poi, includendo le Province Autonome di Bolzano e Trento, sono proprio queste ultime a collocarsi rispettivamente al primo e al terzo posto della spesa (15.141 e 9.797 euro per persona con disabilità). Tra di loro il Friuli Venezia Giulia (11.483 euro) e subito dopo la Sardegna (8.846 euro). La spesa più bassa, invece, è stata registrata in Valle d’Aosta (126 euro) e in Calabria (374 euro).

Riguardo infine alle destinazioni nel 2016 della spesa sociale comunale riservata alla disabilità, il 50,5% è andato a interventi e servizi, il 26,4% a trasferimenti in denaro e il 23,1% a strutture residenziali e semiresidenziali. (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale accedere, per visionare l’approfondimento del portale «Condicio.it» dedicato alla Spesa sociale dei Comuni 2016. Per ulteriori dettagli suggeriamo anche la consultazione dello specifico Focus sulla Spesa sociale, prodotto anch’esso da «Condicio.it».

 

* Il presente testo è già stato pubblicato su Superando.it, il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso per gentile concessione.

 

Per approfondire:

Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità

 

Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018

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