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Secondo Rapporto sulla disabilità in Toscana

Il Secondo Rapporto sulla disabilità in Toscana contiene molti dati e la descrizione delle misure poste in essere dalla Regione nei diversi ambiti d’intervento inerenti la disabilità. Alcuni aspetti balzano all’occhio: tre istituti diversi danno indicazioni molto distanti sulla numerosità delle persone con disabilità nell’area considerata; gli indicatori dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità descrivono un situazione non priva di problemi, ma accettabile; i dati sul lavoro sono terrificanti.

 

La copertina del Secondo Rapporto sulla disabilità in Toscana, relativo all’anno 2016.
La copertina del Secondo Rapporto sulla disabilità in Toscana, relativo all’anno 2016.

È stato pubblicato il rapporto di ricerca denominato “La disabilità in Toscana. Secondo rapporto. Anno 2016”, redatto dall’Osservatorio Sociale Regionale (OSR) della Regione Toscana,a cura di Luca Caterino e Filippo Tosi, introduzione e coordinamento del gruppo di lavoro di Massimiliano De Luca (Firenze, Regione Toscana, 2016). Un documento articolato e complesso che contiene molti dati e la descrizione delle misure poste in essere dalla Regione nelle diverse aree d’intervento inerenti la disabilità. In questa sede ci limitiamo ad esaminare alcuni dati che consideriamo significativi.

Il quadro regionale della disabilità

Come già nel Primo Rapporto, anche nel Secondo è messo in evidenza come fonti diverse forniscano dati molto diversi in merito al numero delle persone con disabilità, sia a livello nazionale, che regionale. Secondo una stima effettuata dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) per il 2016 (stima effettuata basandosi su una rilevazione Istat del 2014) i soggetti con limitazioni funzionali residenti in Toscana sarebbero 211.923, dei quali 71.512 sono uomini, mentre 140.411 sono donne. Per l’Istat, dunque, numero delle donne con disabilità è quasi il doppio degli uomini con disabilità. Stando invece alla Banca dati dell’Inail (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), alla fine del 2015 in Toscana c’erano 64.322 titolari di una rendita dell’Istituto. Infine, i dati Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ci dicono che il numero dei beneficiari di indennità per invalidità civile al 1 gennaio 2016 era di 115.148 unità.

Riguardo al numero delle persone con 65 anni e più non autosufficienti residenti a domicilio o in RSA (residenze sanitarie assistenziali), sono riportati i dati del 2015: 84.695 unità (fonte: Ars Toscana, Banca dati Marsupio, archivio Parsis). Il progressivo invecchiamento della popolazione induce a prevedere un aumento della numerosità delle persone anziane non autosufficienti: le previsioni riportate nel Rapporto inducono a stimare che nel 2030 queste saranno 105.114, con ineludibili ricadute in termini di necessità assistenziali, e non solo.

L’inclusione scolastica

Nell’anno scolastico 2015/2016 gli alunni con disabilità certificate inseriti nelle scuole statali di ogni ordine e grado sono 12.612, mentre gli insegnanti di sostegno sono 7.361. Il rapporto tra alunni e posti di sostegno è pertanto pari a 1,71, mentre la media italiana è 1,82 (elaborazioni su dati Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Tuttavia, riguardo alla porzione di tempo coperta dagli insegnanti di sostegno nella settimana scolastica degli alunni, l’OSR osserva che “pur non disponendo di indicazioni puntuali le informazioni presenti sembrano indicare che il tempo coperto è inferiore al monte orario complessivo”.

La Legge 170/2010 ha riconosciuto specifiche tutele anche agli alunni a cui sia stato certificato un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), vale a dire la dislessia, la discalculia, la disgrafia, e la disortografia. Gli alunni certificati come DSA, per i quali non è prevista l’attribuzione alla classe dell’insegnante di sostegno, possono beneficiare di misure compensative e dispensative per il raggiungimento degli obiettivi didattici. Nell’anno scolastico 2014-2015 il numero di alunni con certificazione DSA presenti nelle scuole della Toscana è stato di 12.391.

Per quel che riguarda gli studenti con disabilità iscritti all’università, l’OSR osserva che questo dato attualmente non è rilavato, tuttavia ne fornisce una stima analizzando la numerosità di esoneri, parziali o totali, concessi dai singoli atenei agli studenti con disabilità. In base a questa stima gli alunni con disabilità iscritti alle università della Toscana, nell’anno accademico 2014- 2015, sono stati 1.177 (che rappresentano lo 0,96% del totale degli iscritti), quelli iscritti agli istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale e coreutica (AFAM) sono 16 (il dato è riferito sempre alla Toscana).

Il lavoro

In Toscana, nel 2015, si è verificato un significativo aumento del numero di iscritti al Collocamento mirato (Legge 68/1989), cresciuti del 10,2% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio si sono iscritti presso i Centri per l’Impiego toscani 20.035 donne e 19.526 uomini, per un totale di quasi 40 mila unità (39.561). A fronte di questo elevato numero di scrizioni, sempre nel 2015, gli avviamenti al lavoro sono stati 1.494 (solo il 3.78% degli iscritti alle liste del Collocamento mirato), le cessazioni di contratti di lavoro 1.345, con un saldo di 149 unità.

I progetti di Vita Indipendente

Nel 2004 ha preso in via in Toscana la sperimentazione dei progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità. Il servizio è poi passato a regime nel 2012, ed è stato ulteriormente ridefinito nel 2015 (Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1329 del 29 dicembre 2015). Questa misura prevede che alla persona con disabilità venga erogato un contributo (compreso tra gli 800 ed i 1.800 euro) che deve essere utilizzato per l’assunzione di un assistente personale da impiegare per la cura della persona (alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare, etc.), per l’assistenza nelle attività domestiche, sul lavoro, per lo studio, etc., e per interventi per l’accessibilità e la mobilità. Nel 2015 il progetti finanziati sono stati 761. Il contributo medio mensile erogato è di circa 1.000 euro e l’età media dei beneficiari è di 46 anni (dati del 2014). Per le annualità 2014, 2015 e 2016 la Regione Toscana ha stanziato 9.000.000 euro l’anno. Il rapporto non riferisce una criticità riscontrata da diverse persone con disabilità: la circostanza che per tre anni non ci sia stato alcun incremento del fondo ha consentito di finanziare i progetti in essere, ma non ha permesso a nuovi utenti di accedere al servizio.

Il “dopo di noi”

Il tema del “dopo di noi” è particolarmente sentito dai genitori di persone con disabilità che si interrogano sul futuro dei propri figli nel momento in cui loro (i genitori) non ci saranno più o, comunque, non saranno più in grado di prestare assistenza. A livello nazionale la materia ha trovato una prima disciplina con la Legge 112/2016. A livello toscano la Legge Regionale 41/2005, all’art.55, annovera tra i servizi e gli interventi destinati alle persone con disabilità anche “la realizzazione di progetti innovativi e servizi finalizzati alla realizzazione di modalità di vita indipendente, di soluzioni abitative autonome e parafamiliari”. Anche il Piano Socio-Sanitario Integrato Regionale (PSSIR) 2012-2015 conferma la volontà della Regione di […] “favorire e incentivare i progetti delle Fondazioni per il Dopo di noi per la tutela della qualità della vita dei cittadini una volta venuti meno i principali caregivers”. Questi propositi sono stati orientati a promuovere la nascita di Fondazioni di partecipazione per il Dopo di noi, si ritiene, infatti, che questo modello – unendo l’elemento personale, tipico delle associazioni, con l’elemento patrimoniale, caratteristico delle Fondazioni – oltre ad essere economicamente sostenibile, faciliti la collaborazione tra famiglie, associazioni di disabili ed enti pubblici. Nel Rapporto sono indicate le 6 Fondazioni di partecipazione per il Dopo di noi presenti in Toscana.

Qualche osservazione conclusiva

Come accennato nella parte introduttiva, quelli esposti sono solo alcuni dati estrapolati da un testo articolato e complesso. Tuttavia sono sufficienti a notare che, se tre istituti diversi danno indicazioni molto distanti sulla numerosità delle persone con disabilità in una data area geografica, vuol dire che abbiamo il serio problema di non aver ancora definito criteri oggettivi e condivisi per individuare le persone con disabilità. Se gli indicatori dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità descrivono un situazione non priva di problemi, ma accettabile, i dati sul lavoro sono terrificanti: di quasi 40 mila persone con disabilità iscritte al Collocamento mirato, gli avviamenti al lavoro non arrivano a 1500, e il saldo con le cessazioni dei contratti è di appena 149 unità. Infine, se è difficile esprimere una valutazione sui percorsi di “dopo di noi” poiché su questo terreno siamo ancora ai primi passi, ci sentiamo di richiamare con forza il diritto delle persone con disabilità adulte ad intraprendere un percorso di autonomia e di indipendenza già al compimento della maggiore età, senza che questo venga subordinato all’impossibilità della famiglia di origine di continuare a prestare assistenza, o all’estinzione della famiglia stessa.

 

Simona Lancioni
responsabile di Informare un’h, Peccioli (PI)

 

Per approfondire

Regione Toscana, Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore governance e programmazione del Sistema integrato dei servizi sociali, Osservatorio sociale regionale, La disabilità in Toscana. Secondo rapporto. Anno 2016, a cura di Luca Caterino e Filippo Tosi, introduzione e coordinamento del gruppo di lavoro di Massimiliano De Luca, Firenze, Regione Toscana, 2016.

Regione Toscana, Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore governance e programmazione del Sistema integrato dei servizi sociali, Osservatorio sociale regionale, Primo rapporto sulla disabilità in Toscana: dal percorso scolastico al “Dopo di noi”, a cura di Luca Caterino, Filippo Tosi e Paolo Sambo, Firenze, Regione Toscana, 2015.

Primo rapporto sulla disabilità in Toscana, a cura di Simona Lancioni, «Informare un’h», 13 gennaio 2016 (ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2016).

Quanta frammentazione negli interventi sulla disabilità!, a cura di Daniela Bucci, «Superando.it», 3 febbraio 2016 (ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2016).

 

Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2016

 

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