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Valdarno, parte “Voci di donne” in tema di disabilità e violenza di genere

Parte nel Valdarno Superiore “Voci di donne”, un innovativo progetto volto a comprendere e contrastare la violenza di genere ai danni di donne con disabilità. Promosso dalle associazioni ATRACTO ed Eva con Eva, esso si prefigge di svolgere un’indagine conoscitiva sul fenomeno in questione coinvolgendo anche alcuni/e studenti della scuole superiori del territorio di competenza; di informare e sensibilizzare la comunità organizzando diversi eventi nei Comuni del Valdarno; e di formare gli operatori sociali e sanitari al fine di creare una rete integrata di servizi.

 

Tante scarpe rosse, simbolo della violenza di genere.

Comprendere e contrastare la violenza di genere ai danni di donne con disabilità: nasce con questo intento il progetto “Voci di donne” voluto da ATRACTO – Associazione Traumi Cranici Toscani – ed Eva con Eva, due associazioni di Montevarchi (Arezzo) operanti da molti anni nel territorio del Valdarno Superiore, con una grande esperienza ed un’importante rete di collegamento con le Istituzioni e gli Enti pubblici e privati. L’idea di realizzare uno specifico progetto di contrasto alla violenza nei confronti delle donne con disabilità è nata dalla constatazione della peculiarità e della complessità delle forme con cui essa si manifesta quando è rivolta a donne con ritardo mentale, problemi psichici o deficit cognitivi, ed anche dalla lettura dei dati scaturiti da VERA (Violence Emergence, Recognition and Awareness, ovvero “Emergenza, riconoscimento e consapevolezza della violenza”), un’indagine sul fenomeno violenza nei confronti delle donne con disabilità realizzata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e da Differenza Donna. Dall’indagine in questione, effettuata su un campione non probabilistico di 519 donne con differenti disabilità, i cui esiti conclusivi sono stati divulgati nei giorni scorsi, risulta infatti che 339 donne hanno subito violenza in qualche forma (65,3%), e che solo una parte di esse (33%) riconosce effettivamente come violenza ciò che ha subito o che continua a subire. Emerge inoltre che la forma di violenza più ricorrente è quella psicologica, subita dal 54% delle donne; seguita dalla molestia sessuale – che include anche le violenze a sfondo sessuale che si verificano attraverso il web (37%), dalla violenza fisica (24%) e dalla violenza economica (7%).

Partendo da queste premesse, il progetto “Voci di donne” si propone di promuovere una serie di azioni finalizzate a contrastare una cultura doppiamente discriminante verso le donne con disabilità attraverso le seguenti iniziative:

  • realizzare un’indagine conoscitiva sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne con disabilità nel territorio del Vadarno, in collaborazione con la FISH Toscana e le varie associazioni partner del territorio;
  • informare e sensibilizzare la comunità organizzando vari eventi nei Comuni del Valdarno. Il primo incontro verrà realizzato il 24 novembre 2019 nel Comune di Montevarchi, dove saranno presentati i risultati nazionali dell’indagine VERA. Seguirà lo spettacolo teatrale “Tutto inizia così” presentato dal gruppo ATRACTO, in collaborazione con l’Associazione Culturale Masaccio e una cena a buffet aperta a tutta la cittadinanza e alle associazioni partner del progetto. Altri eventi saranno organizzati nei Comuni di Cavriglia (gennaio 2020), Bucine (marzo 2020), San Giovanni V.no (maggio 2020) e Terranuova B.ni (giugno 2020);
  • rivolgere una formazione specifica agli/alle studenti delle classi quinte degli Istituti Comprensivi del Valdarno per organizzare interventi di Peer Educator (educazione alla pari) nelle scuole di appartenenza, e coinvolgerli/le nella realizzazione dell’indagine sulla violenza nella disabilità nel territorio di competenza, affiancati e supervisionati dagli operatori delle associazioni proponenti. Destinatari/e saranno 8/10 studenti del quinto anno reclutati/e attraverso la collaborazione con gli insegnanti referenti per l’educazione alla salute;
  • rivolgere una formazione specifica agli operatori sociali e sanitari affinché riconoscano sempre più precocemente le situazioni di violenza, e creare una rete integrata di servizi per i possibili percorsi successivi attraverso due giornate di formazione all’interno del Presidio Ospedaliero.

Il progetto rientra tra le attività promosse dal CESVOT, ed è finanziato con il contributo di Regione Toscana e Giovanisì, in accordo con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, con la partecipazione e il contributo economico della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Al momento hanno aderito i seguenti partner: ARS Toscana (Agenzia Regionale Sanità), FISH Toscana, Conferenza Zonale Sindaci del Valdarno, Comuni di: Montevarchi, Terranuova, San Giovanni V.no, Bucine e Cavriglia, CRT (Clinica di Riabilitazione Toscana), Fidapa, Coordinamento Auto Aiuto Toscana, AICE Valdarno, AISM Arezzo (Associazione Italiana Sclerosi Multpipla, APAR Sez. Valdarno (Associazione Parkinsoniani Aretini), Conkarma APS, Associazione LUI e Associazione Culturale Masaccio. (Simona Lancioni)

 

Per informazioni: segreteria@atracto.it oppure associazione@evaconeva.org

 

Vedi anche:

ATRACTO – Associazione Traumi Cranici Toscani

Eva con Eva

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento: