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La Regione Toscana “cambia nome” ai progetti di Vita Indipendente

Come ogni dicembre, la Regione Toscana ha provveduto a stanziare e ripartire le risorse del Fondo per la Non Autosufficienza, ed il finanziamento dei progetti in essere per le persone con disabilità per l’anno entrante, il 2024. Rimane invariata la somma per la continuità dei progetti di Vita Indipendente, quasi 13 milioni di euro, ma questi vengono individuati con un’altra denominazione: “sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità”.

 

Aggiornamento del 17 aprile 2024: segnaliamo che con la Delibera della Giunta Regionale n. 416 dell’8 aprile 2024 la dicitura “Vita indipendente” è stata ripristinata. Se ne legga a questo link.

 

Una donna in sedia a rotelle pulisce della frutta su un tagliere poggiato sul piano di lavoro di una cucina (foto di Aurelius Marcus su Pexels).

Come ogni dicembre, la Regione Toscana ha provveduto a stanziare e ripartire le risorse del Fondo per la Non Autosufficienza, ed il finanziamento dei progetti in essere per le persone con disabilità per l’anno entrante, il 2024. Il provvedimento normativo di riferimento è la Delibera della Giunta Regionale n. 1577 del 18 dicembre 2023 (con il relativo Allegato 1, contenente l’assegnazione delle risorse alle Aziende Sanitarie).

Rispetto allo scorso anno, la prima cosa che attrae l’attenzione è la scomparsa di un riferimento esplicito ai progetti di Vita Indipendente nell’oggetto della Delibera stessa. In suo luogo compare la dicitura “sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità”. Questa nuova dicitura può considerarsi equivalente dell’espressione “progetti di Vita Indipendente”? Non crediamo che ci sia un’equivalenza, perché la locuzione “Vita Indipendente” ha una precisa connotazione storica e giuridica. Sotto il profilo storico fa riferimento sia alla filosofia che al Movimento internazionale delle persone con disabilità che, a partire dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, ha lavorato per le pari opportunità ed il riconoscimento dei propri diritti, prediligendo l’assistenza personale autogestita quale strumento ritenuto maggiormente idoneo a garantire l’autodeterminazione delle stesse persone con disabilità. Sul sito di ENIL Italia, la sezione italiana dell’European Network on Independent Living, si può leggere il Manifesto della Vita Indipendente elaborato nel 1996 da John Fischetti, ed ancora attuale. Usare l’espressione Vita Indipendente significa richiamarsi a questo paradigma. Sotto il profilo giuridico un riferimento esplicito a questo approccio si rinviene nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009. Infatti l’articolo 19, in tema di Vita indipendente ed inclusione nella società, propone la dicitura già nel titolo, e sancisce che è compito degli Stati Parti assicurare che le persone con disabilità abbiano accesso, tra gli altri servizi, anche alla «assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e di inserirvisi e impedire che siano isolate o vittime di segregazione». Lo stesso articolo impegna anche gli Stati Parti a riconoscere «il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone». Ecco: l’espressione Vita Indipendente richiama proprio questo concetto di “stessa libertà di scelta delle altre persone”, un aspetto che invece non è per niente scontato nell’espressione “sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità”. Essere sostenuti nella domiciliarità e nell’autonomia non implica un richiamo al criterio della “stessa libertà di scelta delle altre persone”. A ciò si aggiunga che garantire «la vita indipendente e la cittadinanza attiva» delle persone con disabilità è una delle finalità principali previste dallo Statuto della stessa Regione Toscana (articolo 4, lettera E). È  dunque corretto ritenere che gli interventi finalizzati alla Vita Indipendente debbano essere individuati con questa dicitura che figura, come accennato, nello Statuto regionale, ma anche nella norma regionale che disciplina il “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale” (Legge Regionale 41/2005 e successive modiche, articolo 55, lettere C e G del secondo comma).

Fatte queste precisazioni, per garantire l’estensione dei servizi domiciliari alla popolazione in condizioni di disabilità e di non autosufficienza, il sostegno al sistema integrato a favore delle persone non autosufficienti di età superiore ai 65 anni, e per il sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità per il 2024 è stata stanziata una somma complessiva uguale a quella del 2023: 70.933.529,68 euro. Dalla Regione ci confermano che la dicitura “sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità” si riferisce ai progetti di Vita Indipendente, e che anche l’importo specifico è esattamente uguale a quello dello scorso anno: 12.933.529,68 euro.

Cresce invece, ed arriva a 219 milioni di euro, la somma compressiva per le quote sanitarie a disposizione delle Aziende Sanitarie per l’inserimento di persone anziane ultrasessantacinquenni non autosufficienti in Residenze Sanitarie Assistenziali e Centri Diurni (lo scorso anno era 206 milioni); ma diminuiscono i fondi delle quote per la disabilità (compresi gli inserimenti in strutture residenziali e semiresidenziali) previste per persone con disabilità di età inferiore ai 65 anni: 85.316.278 euro (lo scorso anno erano 128 milioni). (Simona Lancioni)

 

Normativa di riferimento:

Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1577 del 18 dicembre 2023,  L.R. 66/2008 “Istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza”. Anno 2024: riparto alle zone distretto del Fondo per la Non Autosufficienza e delle risorse per il sostegno alla domiciliarità e all’autonomia della persona con disabilità. Indicazioni alle Aziende UU.SS.LL. per l’erogazione delle quote sanitarie per RSA e Centri Diurni e delle quote per la disabilità. Allegato 1 (assegnazione delle risorse alle Aziende Sanitarie).

Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1564 del 27 dicembre 2022L.R. 66/2008 “Istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza”. Anno 2023: riparto alle zone distretto del Fondo per la Non Autosufficienza e delle risorse per i progetti di Vita Indipendente. Indicazioni alle Aziende UU.SS.LL. per l’erogazione delle quote sanitarie per RSA e Centri Diurni e delle quote per la disabilitàAllegato 1 (riparto risorse).

Toscana. Legge regionale n. 66 del 18 dicembre 2008, Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza.

 

Ultimo aggiornamento il 17 Aprile 2024 da Simona